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Politica, quanto guadagna e cosa fa davvero un portavoce politico

Tra comunicazione istituzionale e strategia mediatica: retribuzione, ruoli e differenze tra incarichi locali e nazionali

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Palazzo Chigi

Dietro ogni leader politico, ogni ministro o presidente di regione, c’è quasi sempre una figura meno visibile ma fondamentale: il portavoce. Figura di raccordo tra il politico e i media, tra istituzioni e opinione pubblica, il portavoce ha il compito di curare la comunicazione esterna, diffondere messaggi ufficiali, gestire crisi e contenuti pubblici. Ma quanto guadagna davvero un portavoce politico? E di cosa si occupa nel concreto?

Chi è il portavoce politico

Il portavoce non è un semplice addetto stampa. È un professionista della comunicazione nominato da una figura politica o istituzionale (ministro, sindaco, presidente di regione, ecc.) per veicolare in modo strategico e coerente l’immagine e il messaggio del proprio incarico.

Spesso è un giornalista, ma può anche provenire dal mondo del marketing, della comunicazione politica o delle relazioni pubbliche. La legge 150/2000 ne definisce il ruolo nel contesto della comunicazione pubblica.

Quali sono i suoi compiti

Le attività principali del portavoce politico includono:

  • Redigere e diffondere comunicati stampa
  • Preparare dichiarazioni ufficiali
  • Curare rapporti con i giornalisti e i media
  • Gestire crisi comunicative e danni d’immagine
  • Organizzare conferenze stampa e briefing
  • Supportare la strategia digitale e social

Il portavoce lavora spesso in collaborazione con l’ufficio stampa istituzionale, ma con un focus diretto sul messaggio politico e personale del rappresentante di riferimento.

Quanto guadagna un portavoce politico

La retribuzione di un portavoce politico varia in base al livello dell’incarico, alla durata e al tipo di istituzione. In genere:

  • A livello comunale, può percepire tra i 20.000 e i 35.000 euro lordi annui, soprattutto nei comuni medio-piccoli
  • In ambito regionale, le cifre vanno dai 40.000 ai 70.000 euro lordi
  • Un portavoce ministeriale o parlamentare può superare anche i 90.000 euro annui, con punte oltre i 120.000 euro nei casi più rilevanti

In molti casi, si tratta di incarichi fiduciari, con durata legata al mandato del politico di riferimento e senza concorso pubblico.

Come viene nominato

Il portavoce viene scelto direttamente dall’autorità politica. A livello nazionale, la nomina è regolata da decreti dirigenziali pubblicati sul sito della Presidenza del Consiglio o dei Ministeri. A livello locale, è solitamente formalizzata con determina dirigenziale o delibera di giunta.

Un ruolo chiave ma precario

Pur essendo centrale nella costruzione dell’identità pubblica del rappresentante, il ruolo di portavoce è strettamente legato alla fiducia politica. Alla fine del mandato, salvo riconferma, il portavoce lascia l’incarico. Non ha tutele da pubblico impiego né garanzie di continuità.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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