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Cinema, il film di Brad Pitt “F1” punta al realismo: ci riuscirà davvero?

Tra monoposto vere, telecamere in pista e attori al volante: la pellicola diretta da Joseph Kosinski vuole rivoluzionare il genere sportivo, con ottimi effetti. Ma la trama convince meno

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Brad Pitt attore

Il cinema negli ultimi anni ha vissuto un periodo di forte sperimentazione, con registi e attori che si sono divertiti a portare in scena tematiche sociali e non solo attraverso una narrazione quasi surreale. Tra gli ultimi film in uscita che hanno seguito questo filone possiamo trovare sicuramente Barbie di Greta Gerwig e The Substance di Coralie Fargeat.

Non sempre, però, le produzioni cinematografiche si sono fidate di prodotti di questo genere, dal momento che si tratta comunque di armi a doppio taglio che potrebbero portare a flop incredibili – anche se non è il caso dei film sopra citati. Al contrario, molte volte preferiscono puntare al realismo più estremo, e si affidano a registi come Joseph Kosinski, il quale ha girato il nuovo film di Brad Pitt ispirato alla Formula 1.

Già in passato, Kosinski si è confrontato con sfide alquanto complesse, girando ad esempio Top-Gun Maverick nel 2022, con Tom Cruise che si sa quanto tenga ai suoi stunt. Anche in questo caso, la regia del film non è stata delle più semplici e soprattutto – nell’obiettivo di rendere le riprese quanto più vicine alla realtà possibili – sono state guidate dagli attori (Brad Pitt e Damson Idris) delle vere monoposto modificate.

Tutto ciò durante i fine settimana in cui hanno gareggiato i piloti di Formula 1. Inoltre, sono state piazzate delle telecamere proprio all’interno delle monoposto per regalare inquadrature magnifiche e realistiche.

F1 Il Film – Quanto è realistico?

Non solo il cinema, ma in generale tutte le nuove forme d’intrattenimento odierne sembrano voler puntare al realismo più assoluto. Basta considerare la diffusione del nuovo modello delle docu-serie o di alcuni titoli di giochi per casinò che, come Gates of Olympus, puntano su una resa visiva iperrealistica e su tematiche strutturate per offrire un’esperienza sempre più immersiva

Andando ad analizzare gli aspetti tecnici della regia e del modo in cui sono state fatte le riprese, non si può negare che il film F1 si avvicini molto alla realtà. Sono state messe, come abbiamo avuto modo di dire, telecamere all’interno di vere monoposto modificate appositamente per girare il film durante i week-end di gara.

Inoltre, le vetture sono state guidate letteralmente dagli attori del cast. Non a caso il film è stato dato in mano a un regista – Joseph Kosinski – che ha già avuto parecchie esperienze di film dalle riprese “complesse”, come nel caso di Top Gun con Tom Cruise.

La cosa che però ha lasciato un po’ a desiderare secondo alcune critiche è l’evoluzione della trama e la caratterizzazione dei personaggi. Se da un lato, il regista ha avuto maestria nell’effettuare le riprese e nell’aspetto meramente tecnico della regia, dall’altro molti non hanno apprezzato a pieno i personaggi e la sceneggiatura.

Per questa ragione, quando si parla di questo film, bisogna essere attenti con le valutazioni, poiché non sempre il film perfetto a livello di regia e di tecniche di ripresa risulta essere apprezzato dal pubblico, che al cinema cerca emozioni e sentimenti forti, oltre che scene adrenaliniche di corsa.

La trama del film

La storia del film segue le vicende di Sonny Hayes, un pilota degli anni ’90 di Formula 1 costretto al ritiro dopo aver subito un grave incidente. Anni dopo, la scuderia APXGP decide di richiamarlo con il proprietario Ruben Cervantes – interpretato da Javier Bardem – che lo vuole per affiancare il talento fresco di Joshua Pearce – Damson Idris.

Tornato in attività, la sfida per Hays è quella di riuscire a tenere testa alle novità della competizione, al nuovo modo di interpretare lo sport da parte dei piloti e soprattutto a resistere alla pressione psicologica di un mondo molto competitivo.

Inoltre, il film affronta anche tematiche legate al rapporto tra compagni della stessa scuderia, fatta anche di incomprensioni, tensioni e rivalità interne. Insomma, un film che vede sicuramente protagoniste le monoposto della Formula 1, ma che prova a indagare a fondo anche gli aspetti umani e relazionali legati a questo sport, che usura le energie mentali.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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