Politica
Difesa e sicurezza, Mattarella convoca il consiglio supremo di difesa venerdì
Dalla crisi in Medio Oriente ai riflessi su energia e stabilità internazionale, cosa pesa nella riunione presieduta dal presidente della Repubblica
Il Consiglio Supremo di Difesa è uno degli organi di maggiore rilievo istituzionale della Repubblica italiana quando si parla di sicurezza nazionale e politica militare. Previsto dall’articolo 87 della Costituzione e istituito con una legge del 1950, rappresenta il luogo in cui le massime autorità dello Stato si confrontano sui temi strategici che riguardano la difesa del Paese.
Il Consiglio è presieduto dal presidente della Repubblica, che è anche il comandante delle Forze armate. Ne fanno parte il presidente del Consiglio e alcuni dei principali ministri coinvolti nelle politiche di sicurezza: Esteri, Difesa, Interno, Economia e Imprese. Partecipa inoltre il capo di stato maggiore della Difesa.
Non si tratta di un organo che prende decisioni operative immediate, ma piuttosto di una sede di confronto politico e strategico. Qui vengono analizzati i problemi legati alla sicurezza nazionale, vengono condivise informazioni sensibili e si definiscono linee guida che poi orientano l’azione del governo.
Proprio per il suo ruolo di coordinamento tra Quirinale e governo, il Consiglio Supremo di Difesa viene convocato solo nei momenti ritenuti particolarmente delicati per il sistema-Paese.
Perché Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa per venerdì 13 marzo 2026 alle 10 al Quirinale. L’ordine del giorno è essenziale ma estremamente delicato: analizzare la situazione internazionale alla luce della guerra scoppiata in Iran e nel Medio Oriente e valutarne le possibili conseguenze per l’Italia.
Il conflitto, nato dopo l’offensiva militare condotta da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani, ha riacceso tensioni geopolitiche che potrebbero avere effetti diretti anche sull’Europa.
Le preoccupazioni riguardano diversi fronti: la sicurezza internazionale e militare, la stabilità del Mediterraneo e dell’area del Golfo, ma anche le ripercussioni economiche, in particolare su energia e carburanti.
Il governo italiano sta già valutando possibili interventi per limitare l’impatto economico della crisi, come l’ipotesi di attivare il meccanismo delle accise mobili sui carburanti per contenere eventuali rincari.
Il ruolo del governo e le preoccupazioni per energia e sicurezza
La convocazione del Consiglio Supremo di Difesa arriva mentre il governo guidato da Giorgia Meloni sta preparando le comunicazioni in Parlamento sulla crisi internazionale.
Tra i principali timori dell’esecutivo ci sono le speculazioni sui prezzi del gas e dei carburanti, già sotto pressione dopo l’inizio del conflitto. Il rischio è che una nuova instabilità nel Medio Oriente possa incidere sulle forniture energetiche e sui mercati internazionali.
Sul piano della sicurezza, nei primi giorni della crisi erano emerse anche preoccupazioni legate alla possibilità che missili a lunga gittata iraniani potessero raggiungere aree del Mediterraneo. Secondo le valutazioni più recenti, tuttavia, questo scenario appare al momento meno probabile.
Nel frattempo il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che l’emergenza per i turisti italiani rimasti bloccati nell’area del Golfo è rientrata.
Un organo convocato solo nei momenti più delicati
Il Consiglio Supremo di Difesa si riunisce normalmente almeno due volte l’anno, ma può essere convocato in qualsiasi momento dal presidente della Repubblica quando la situazione internazionale o interna lo richiede.
Non è raro che venga riunito nei momenti di crisi geopolitica. Accadde, ad esempio, nel febbraio 2022 subito dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
La riunione convocata ora dal Quirinale si inserisce nello stesso solco: un momento di confronto tra le massime autorità dello Stato per valutare strategie, sicurezza e possibili scenari futuri.
Cosa può uscire dalla riunione del Consiglio Supremo di Difesa
Al termine del Consiglio Supremo di Difesa non vengono normalmente diffuse decisioni operative dettagliate. La Presidenza della Repubblica pubblica però un comunicato ufficiale che sintetizza le principali valutazioni emerse durante l’incontro.
Il vertice servirà soprattutto a condividere l’analisi della crisi internazionale, coordinare governo e istituzioni sulla sicurezza nazionale, valutare le implicazioni economiche ed energetiche del conflitto e definire le linee politiche da seguire nei rapporti con alleati Nato e partner europei.
In un contesto internazionale sempre più instabile, il Consiglio Supremo di Difesa resta quindi uno degli strumenti istituzionali chiave attraverso cui l’Italia affronta le grandi questioni di sicurezza e politica estera.
