Attualità
Energia, il nucleare può davvero essere considerato rinnovabile?
Analisi tra risorse finite, tassonomia verde dell’Unione Europea e nuove tecnologie come SMR e fusione
Il tema dell’energia nucleare continua a dividere governi, scienziati e opinione pubblica. Negli ultimi anni, con l’urgenza della transizione energetica e la necessità di ridurre le emissioni di CO₂, si è tornato a discutere se l’energia nucleare possa essere considerata rinnovabile. La risposta non è così immediata: serve distinguere tra aspetti tecnici, normativi ed ambientali.
Cosa si intende per energia rinnovabile
Per essere definita rinnovabile, una fonte energetica deve provenire da risorse naturali che si rigenerano in tempi compatibili con l’uso umano. Esempi classici sono il sole, il vento, l’acqua, le biomasse e la geotermia: risorse virtualmente inesauribili su scala temporale umana.
Il nucleare, invece, utilizza uranio e torio come combustibili, materiali presenti in quantità finite sulla Terra. Questo rappresenta il primo ostacolo alla classificazione dell’energia nucleare come rinnovabile.
Energia nucleare: perché non è rinnovabile
Da un punto di vista tecnico, il nucleare non rientra tra le energie rinnovabili. L’uranio, elemento alla base della fissione nucleare, è una risorsa mineraria limitata, estratta da miniere e non rigenerabile naturalmente. Anche se la quantità disponibile è considerevole, non è infinita.
Inoltre, la produzione di energia nucleare genera scorie radioattive, la cui gestione e il cui smaltimento rappresentano uno dei principali nodi critici dal punto di vista ambientale e sociale.
Nucleare e transizione energetica
Nonostante non sia rinnovabile, l’energia nucleare viene spesso inclusa nei piani di decarbonizzazione. Il motivo è semplice: le centrali nucleari non emettono CO₂ durante la produzione di energia. Questo le rende uno strumento potenzialmente utile per contrastare il cambiamento climatico, affiancandosi alle fonti rinnovabili.
Nel 2022, ad esempio, l’Unione Europea ha inserito il nucleare nella tassonomia verde, considerandolo una fonte energetica “sostenibile” (pur non rinnovabile) se rispettate condizioni stringenti di sicurezza e gestione delle scorie.
Le nuove tecnologie: verso un nucleare più sostenibile?
Reattori di IV generazione. Progettati per migliorare l’efficienza, utilizzare meglio il combustibile e ridurre la quantità e la pericolosità delle scorie, puntano anche a standard di sicurezza intrinseca più elevati.
Nucleare modulare (SMR). Piccoli reattori prefabbricati, più flessibili nell’integrazione con le reti locali e potenzialmente più rapidi da realizzare, con sistemi di sicurezza semplificati.
Fusione nucleare. Ancora in fase sperimentale, replica i processi del sole e utilizza combustibili abbondanti come deuterio e trizio. Se diventasse commerciale, pur non essendo “rinnovabile” in senso stretto, garantirebbe disponibilità di energia a basso impatto e con scorie a vita più breve.
Differenza tra energia rinnovabile e sostenibile
Spesso si confonde il concetto di rinnovabile con quello di sostenibile. Le rinnovabili sono fonti inesauribili; sostenibile significa “a basso impatto ambientale e in grado di garantire benefici nel lungo periodo”. In quest’ottica, il nucleare può essere talvolta considerato sostenibile, ma non rientra nella definizione di rinnovabile.
In definitiva: l’energia nucleare è rinnovabile?
La risposta, in termini strettamente tecnici, è no. L’energia nucleare non può essere definita rinnovabile, perché dipende da risorse finite e produce scorie difficili da smaltire. Tuttavia, può avere un ruolo strategico nella transizione energetica verso un sistema a basse emissioni di carbonio, affiancando le vere rinnovabili. La sfida del futuro sarà trovare un equilibrio tra sicurezza, sostenibilità e innovazione tecnologica.
