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Rosh Hashanah 2025, il capodanno ebraico che segna l’inizio dell’anno 5786: un invito alla pace

Dal suono dello shofar alle mele nel miele, una ricorrenza di riflessione e speranza che invita l’umanità a scegliere la via della pace

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Ebraismo religione

Ogni anno, nel periodo tra settembre e ottobre, milioni di ebrei in tutto il mondo si preparano a celebrare Rosh Hashanah, il capodanno ebraico. Non si tratta soltanto di una festa religiosa, ma di un momento di profonda riflessione spirituale e culturale che richiama valori universali come il perdono, la memoria e la speranza. Nel 2025, Rosh Hashanah segnerà l’inizio dell’anno ebraico 5786, cadendo tra il 22 e il 24 settembre. È un’occasione per fermarsi, guardare indietro al cammino percorso e proiettarsi verso un futuro rinnovato, accompagnato dai simboli della tradizione: lo shofar, le mele immerse nel miele e le preghiere di pace.

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Rosh Hashanah, nel suo profondo significato di rinnovamento e pace, richiama con forza a respingere ogni forma di violenza e di guerra. In un mondo ancora segnato da conflitti e divisioni, il messaggio della festa invita l’umanità intera a ritrovare la via del dialogo e della riconciliazione. Il suono dello shofar, che da millenni accompagna questa ricorrenza, non è soltanto un richiamo alla coscienza individuale, ma anche un appello collettivo affinché le nazioni scelgano la strada della convivenza pacifica, della dignità condivisa e del rispetto reciproco.

Il capodanno ebraico e il suo valore universale

Rosh Hashanah 2025 cadrà dal tramonto di lunedì 22 settembre fino alla sera di mercoledì 24 settembre 2025, inaugurando l’anno ebraico 5786. Conosciuta come “capo dell’anno” (in ebraico ראש השנה), questa solennità rappresenta il capodanno ebraico, ma non è soltanto l’inizio di un nuovo ciclo: è un momento di riflessione, memoria e speranza.

La tradizione insegna che Rosh Hashanah è il giorno in cui Dio giudica l’umanità, aprendo i cosiddetti “libri della vita”. È chiamato infatti Yom HaDin (giorno del giudizio) e Yom HaZikkaron (giorno del ricordo). Le decisioni prese in questi giorni verranno confermate dieci giorni dopo, nello Yom Kippur. Per questo motivo, il periodo che li separa è noto come “i dieci giorni penitenziali”, giorni dedicati al pentimento e al perdono reciproco.

Ma Rosh Hashanah non è solo una festività ebraica: è considerato anche il “compleanno del mondo”, in ricordo della creazione dell’umanità. Da qui deriva il suo valore universale, che richiama ogni persona — al di là di appartenenza etnica o religiosa — a interrogarsi sul senso della vita, sulle proprie azioni e sul futuro.

Lo shofar e il richiamo interiore

Uno dei simboli più potenti della festa è lo shofar, un corno d’animale (generalmente di ariete) che viene suonato durante le funzioni religiose. I suoi suoni, ora lunghi e solenni, ora brevi e spezzati, richiamano l’uomo al risveglio spirituale: un invito a riflettere, correggere gli errori e rinnovare l’impegno verso Dio e verso il prossimo.

Il suono dello shofar attraversa i secoli, dalla consegna della Torah sul Sinai fino ai giorni nostri, ed è percepito come voce che scuote le coscienze, capace di rompere il silenzio dell’abitudine.

Tavola e simboli: mele e miele per un anno dolce

Come ogni grande ricorrenza, anche Rosh Hashanah ha un forte legame con la tavola. La cena della prima sera è detta Seder di Rosh Hashanah e porta con sé piatti dal significato simbolico.

  • Le mele intinte nel miele augurano un anno dolce.

  • Il melograno simboleggia l’abbondanza delle buone azioni.

  • La challah tonda, pane intrecciato, rappresenta la ciclicità dell’anno.

  • Alcune tradizioni prevedono anche la presenza di una testa di pesce o di agnello, a simboleggiare il “capo” dell’anno.

La dolcezza, in questo contesto, non è solo materiale ma spirituale: il desiderio di un nuovo anno caratterizzato da pace, prosperità e riconciliazione.

Il rito del Tashlikh: liberarsi dai peccati

Un altro momento caratteristico della festività è il Tashlikh, che si svolge nel pomeriggio del primo giorno. Gli ebrei si recano presso un fiume, un lago o un mare e vi gettano simbolicamente dei frammenti di pane o piccoli oggetti, in ricordo del versetto biblico di Michea: “Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati”.

Questo gesto non rappresenta una liberazione automatica, ma un impegno interiore a cambiare vita e abbandonare i comportamenti negativi.

Rosh Hashanah 5786: pace, memoria e speranza

Il capodanno ebraico 5786 cade in un periodo storico complesso, segnato da conflitti e divisioni. Tuttavia, lo spirito di Rosh Hashanah richiama alla pace, al perdono e alla speranza di un futuro migliore per tutta l’umanità. È una festa che invita a rinnovare non solo il rapporto con Dio, ma anche quello con il prossimo.

In sinagoga, durante le celebrazioni, domina il colore bianco, simbolo di purezza. I fedeli recitano preghiere solenni, inni e canti che accompagnano l’inizio del nuovo anno con un senso di rinnovamento spirituale.

Frasi e immagini di auguri per Rosh Hashanah 2025

Molti ebrei e non ebrei condividono in questo periodo frasi e immagini di auguri per augurare un anno sereno e dolce. Alcune delle più diffuse sono:

  • “Shanah Tovah Umetukah” (שנה טובה ומתוקה) – “Che sia un anno buono e dolce”.

  • “Leshanah Tovah Tikatevu Vetechatemu” – “Che tu possa essere iscritto e sigillato per un buon anno”.

Sui social e nelle comunità circolano cartoline e immagini con simboli come le mele immerse nel miele, il melograno e lo shofar, tutti legati a buon augurio e prosperità.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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