Cronaca
Busta paga e detrazione ulteriore 207/24: cosa cambia davvero per i lavoratori
Dalla fine dello sconto IVS al nuovo meccanismo fiscale: come funziona la detrazione prevista dalla legge 207/2024 e quando incide sul netto in busta paga
Nel passaggio tra 2025 e busta paga 2026, molti lavoratori continuano a trovare nel cedolino voci diverse rispetto al periodo in cui era presente lo sconto contributivo IVS. Il riferimento normativo è la Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Manovra di Bilancio 2025), che ha sostituito la logica della decontribuzione con un meccanismo basato su bonus fiscale e detrazioni.
In aggiunta, nel 2026 incidono anche le modifiche alle aliquote IRPEF introdotte dalla Manovra 2026, che possono avere effetti sul netto mensile (a parità di lordo e condizioni individuali).
Perché nel cedolino non c’è più “Riduzione/Esonero IVS”
Nel 2024 era in vigore un esonero parziale dei contributi IVS a carico del lavoratore, che aumentava direttamente il netto mensile. Dal 2025, in assenza di proroghe di quel taglio contributivo, il legislatore ha scelto una strada differente: ridurre il cuneo non intervenendo sui contributi, ma agendo sulla componente fiscale tramite un’indennità esente e una detrazione aggiuntiva.
È il motivo per cui, scorrendo le voci del cedolino, la vecchia dicitura legata all’IVS può sparire e lasciare spazio a voci come “ulteriore detrazione L. 207/2024” o diciture equivalenti, che dipendono dal gestionale paghe utilizzato.
Detrazione ulteriore 207/24: che cos’è e a chi spetta
Con l’espressione “Detrazione ulteriore 207/24” (spesso in busta paga riportata come “ulteriore detrazione L. 207/2024”) si indica la misura prevista dalla Legge 207/2024 per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo annuo superiore a 20.000 euro.
Non si tratta di una somma “aggiunta” come un premio, ma di una detrazione fiscale: in pratica riduce l’IRPEF trattenuta in busta paga e, se c’è capienza, aumenta il netto mensile.
Quanto vale la detrazione: importi e fasce di reddito
La detrazione ulteriore opera in questo modo:
- Reddito complessivo annuo da 20.000,01 a 32.000 euro: detrazione annua pari a 1.000 euro, da riproporzionare al periodo di lavoro.
- Reddito complessivo annuo da 32.000,01 a 40.000 euro: detrazione annua decrescente calcolata con la formula
1.000 × (40.000 − reddito complessivo) / 8.000. - Oltre 40.000 euro: la detrazione non spetta.
La detrazione annua viene normalmente suddivisa nei cedolini mensili e poi verificata in sede di conguaglio.
Bonus fino a 20.000 euro e detrazione oltre 20.000: non sono la stessa cosa
La Legge 207/2024 prevede due strumenti distinti:
- Indennità/bonus esente per redditi complessivi fino a 20.000 euro, calcolata in percentuale sul reddito di lavoro dipendente.
- Detrazione ulteriore 207/24 per redditi complessivi superiori a 20.000 euro e fino a 40.000 euro.
Il bonus è una somma esente che incrementa direttamente il netto, mentre la detrazione riduce l’IRPEF trattenuta.
Come lavora in busta paga: l’effetto sulle trattenute IRPEF
Operativamente, la detrazione ulteriore in busta paga incide sulla parte fiscale del cedolino. In forma semplificata:
IRPEF lorda − detrazioni (ordinarie + ulteriore 207/24) = IRPEF netta
La detrazione opera fino a capienza: se l’IRPEF lorda è già assorbita da altre detrazioni, l’effetto sul netto può risultare parziale.
Busta paga 2026: oltre alla 207/24 conta anche l’IRPEF 2026
Nel 2026 il netto può variare non solo per la detrazione 207/24, ma anche per la revisione delle aliquote IRPEF. In sintesi, il cedolino può cambiare per tre fattori principali:
- applicazione dell’indennità o della detrazione prevista dalla L. 207/2024;
- nuove aliquote IRPEF 2026;
- conguagli di fine anno legati al reddito complessivo effettivo.
Conguaglio: perché a fine anno può arrivare una restituzione
Bonus e detrazione vengono riconosciuti dal sostituto d’imposta sulla base di un reddito presunto e poi verificati in sede di conguaglio. Se emerge che il beneficio non spettava, l’importo viene recuperato, anche in forma rateizzata se superiore a determinate soglie.
Attenzione: conta il reddito complessivo, non solo lo stipendio
Il diritto alla detrazione ulteriore dipende dal reddito complessivo annuo. La presenza di altri redditi può far perdere, in tutto o in parte, il beneficio riconosciuto mensilmente in busta paga, con conseguente recupero.
Come verificare se la “Detrazione ulteriore 207/24” è applicata
- Busta paga: verificare la presenza della voce “ulteriore detrazione L. 207/2024”.
- Certificazione Unica: utile per controllare redditi e detrazioni applicate.
- Variazioni retributive: premi, straordinari e cambi di lavoro incidono sul reddito presunto.
