Cronaca
Montevergine, santuario chiuso per la Candelora. L’abate Guariglia: «Non ci sono le condizioni per la sicurezza»
Accesso al Santuario ancora compromesso dal cedimento del 25 novembre 2025: niente funzioni il 2 febbraio 2026 e saltano anche le altre ricorrenze finché non torneranno le condizioni di sicurezza
Il Santuario di Montevergine resterà chiuso al pubblico almeno fino al ripristino della viabilità e al ritorno delle necessarie condizioni di sicurezza. La decisione arriva dopo la frana che, a partire dal 25 novembre 2025, ha compromesso l’accesso al complesso abbaziale, rendendo impossibile lo svolgimento delle celebrazioni religiose secondo il calendario liturgico, come già accaduto per la Solennità del Natale.
Frana e viabilità compromessa: il Santuario resta chiuso
«A causa della frana che ha interessato la viabilità – spiega l’abate di Montevergine, Riccardo Luca Guariglia – il santuario continuerà a rimanere chiuso al pubblico almeno fino a quando non sarà ripristinato l’accesso e non saranno garantite le condizioni di sicurezza». Una scelta definita legata esclusivamente a motivi di tutela, per garantire l’incolumità di fedeli e visitatori.
La chiusura riguarda non soltanto le visite ordinarie, ma anche tutte le celebrazioni previste dal calendario liturgico. In sostanza, fino a quando l’accesso non tornerà pienamente sicuro, il Santuario resterà off limits.
Candelora 2026 annullata: stop alle celebrazioni del 2 febbraio
Il divieto di accesso riguarderà anche il 2 febbraio 2026, giorno della Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, conosciuta come Candelora. «Non sarà possibile recarsi al santuario neppure per le altre feste religiose previste dal calendario liturgico», chiarisce l’abate, sottolineando come la decisione sia legata esclusivamente a motivi di sicurezza.
A Montevergine, la Candelora è da anni un appuntamento di profonda devozione popolare e richiama un grandissimo afflusso di fedeli, spesso nonostante le condizioni meteorologiche avverse tipiche del periodo invernale. Proprio l’elevata partecipazione rende ancora più stringente la necessità di garantire standard di sicurezza adeguati.
Le ipotesi alternative a Mercogliano: perché non sono praticabili
Proprio per preservare la continuità di una ricorrenza così sentita, nelle ultime settimane si erano diffuse voci sulla possibilità di aprire l’Abbazia del Loreto, a Mercogliano, per consentire lo svolgimento della solennità. Una soluzione che, tuttavia, non potrà essere adottata.
«Ringrazio per la particolare sensibilità Massimo Saveriano, presidente dell’associazione Per grazia ricevuta, che ha rivolto un accorato appello per dare seguito all’importante movimento di fedeli legati a questa solennità», afferma Guariglia. Ma l’ipotesi viene esclusa per ragioni oggettive: «Purtroppo la cappella dell’Abbazia è molto piccola e non ci sono le condizioni tecniche, logistiche e di sicurezza per garantire la piena partecipazione di tutti i fedeli».
Un ringraziamento è stato rivolto anche a don Vitaliano Della Sala, che aveva ipotizzato una soluzione alternativa nella Chiesa dell’Annunziata. «Sono segni di attenzione e vicinanza – aggiunge l’abate – ma allo stato attuale non consentono di rispondere adeguatamente alla portata di questa solennità».
«Non appena sarà possibile – conclude Guariglia – la comunità monastica di Montevergine provvederà a organizzare una celebrazione per garantire continuità nel tempo a questa straordinaria presenza di persone che ogni anno si ritrova al santuario ad invocare la Madonna di Montevergine».
