Salute
Tumore al pancreas, dalla Spagna una svolta sperimentale: eliminato nei topi con una tripla terapia
Uno studio del Cnio mostra una risposta completa e duratura contro l’adenocarcinoma pancreatico nei modelli animali, con minore tossicità
Una possibile svolta nella lotta al tumore al pancreas arriva dalla Spagna. Un team del Centro nazionale spagnolo per la ricerca sul cancro (Cnio) ha presentato i risultati di uno studio condotto sui topi che mostra l’eliminazione completa delle cellule dell’adenocarcinoma duttale pancreatico, la forma più diffusa e aggressiva di tumore pancreatico.
Il lavoro, guidato da Mariano Barbacid (direttore del gruppo di Oncologia sperimentale), è stato illustrato in conferenza stampa insieme alla coautrice Carmen Guerra e ai primi autori Vasiliki Liaki e Sara Barrambana. Lo studio è stato pubblicato su Pnas.
Una tripla terapia mirata contro il tumore al pancreas
Il punto centrale della ricerca è un trattamento combinato che agisce su tre snodi considerati cruciali per la proliferazione e la sopravvivenza delle cellule tumorali. La strategia sperimentata nei modelli murini prevede:
1) Due inibitori diretti contro le proteine EGFR e STAT3, coinvolte nei segnali di crescita, infiammazione e adattamento delle cellule neoplastiche.
2) Un terzo farmaco mirato contro l’oncogene KRAS, considerato il principale “motore” del tumore al pancreas e mutato nella grande maggioranza dei pazienti.
Secondo i ricercatori, l’obiettivo della combinazione è bloccare contemporaneamente processi diversi ma interconnessi, riducendo le possibilità che il tumore trovi vie alternative per continuare a crescere.
Risposta completa e minore tossicità: perché lo studio fa notizia
Il risultato che ha attirato l’attenzione della comunità scientifica riguarda due elementi: efficacia e tollerabilità. Nello studio, la tripla terapia avrebbe portato a una risposta completa e duratura nei topi, con una riduzione significativa degli effetti collaterali rispetto a quanto osservato in precedenti approcci sperimentali.
Barbacid ha parlato di un traguardo “senza precedenti” nei modelli preclinici di adenocarcinoma duttale pancreatico, sottolineando la durata dell’eliminazione delle cellule tumorali, un aspetto che, nel cancro al pancreas, è spesso il primo limite anche quando la risposta iniziale appare promettente.
Il nodo della resistenza ai farmaci nel cancro pancreatico
Il tumore al pancreas è tra le patologie oncologiche più complesse da trattare. Per anni, i progressi terapeutici sono stati limitati e la chemioterapia ha rappresentato a lungo il riferimento principale. Solo nel 2021 sono arrivati i primi farmaci diretti contro bersagli molecolari nel cancro pancreatico, in particolare contro KRAS, mutato in circa il 90% dei pazienti.
Tuttavia, l’efficacia di queste terapie mirate è spesso frenata da un meccanismo noto e difficile da superare: dopo alcuni mesi il tumore tende a sviluppare resistenza, riducendo progressivamente l’impatto del trattamento.
Il nuovo studio del Cnio si concentra proprio su questo punto, proponendo un approccio combinato progettato per impedire o rallentare l’emergere della resistenza, colpendo insieme KRAS e due vie cellulari che contribuiscono alla sopravvivenza del tumore.
Perché non si può parlare ancora di cura: i limiti e i prossimi passi
Nonostante i risultati, gli stessi ricercatori invitano alla prudenza. Barbacid ha chiarito che non esistono ancora le condizioni per avviare studi clinici sull’uomo con questa tripla terapia. Prima di un eventuale passaggio alla sperimentazione clinica serviranno ulteriori verifiche, sia per definire i profili di sicurezza sia per comprendere come trasferire l’approccio dai modelli animali alla complessità biologica dei pazienti.
In altre parole, non si tratta di una cura già disponibile, ma di un risultato preclinico che potrebbe aprire la strada a nuove strategie terapeutiche, soprattutto in un campo in cui ogni avanzamento è particolarmente atteso.
