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Incoterms 2026, cosa sono e perché contano davvero nel commercio internazionale
Dalle sigle EXW e FCA fino a CIF e DDP: la guida completa ai termini di resa che definiscono costi, rischi e responsabilità nelle operazioni di export e import
Costi, rischi e responsabilità nella compravendita internazionale non sono dettagli marginali. Nel commercio estero, una sigla di tre lettere può determinare chi paga il trasporto, chi risponde di un danno e dove avviene il passaggio del rischio. Gli Incoterms 2026 restano quindi uno strumento centrale per imprese, spedizionieri e professionisti dell’export.
Di seguito una guida chiara e orientata alla pratica, con lista completa, tabella riepilogativa e spiegazione dei principali significati operativi.
Cosa sono gli Incoterms e perché contano nel 2026
Gli Incoterms (International Commercial Terms) sono regole standardizzate elaborate dalla Camera di Commercio Internazionale (ICC) per definire, in modo univoco, diritti e obblighi di venditore e acquirente nelle transazioni di merci.
Non regolano il prezzo né il passaggio di proprietà, ma stabiliscono:
- chi sostiene i costi di trasporto, assicurazione e dogana;
- quando il rischio passa dal venditore all’acquirente;
- chi gestisce esportazione e importazione;
- dove avviene la consegna giuridica della merce.
Nel 2026 restano in uso 11 Incoterms, gli stessi della versione Incoterms® 2020, se richiamati correttamente in contratto e documenti di vendita.
Incoterms 2026: la lista completa
Gli Incoterms si dividono in due grandi categorie: quelli utilizzabili per tutte le modalità di trasporto e quelli riservati al marittimo.
Utilizzabili per tutte le modalità di trasporto (mare, strada, ferrovia, aereo):
- EXW – Ex Works
- FCA – Free Carrier
- CPT – Carriage Paid To
- CIP – Carriage and Insurance Paid To
- DAP – Delivered At Place
- DPU – Delivered at Place Unloaded
- DDP – Delivered Duty Paid
Utilizzabili solo per il trasporto marittimo:
- FAS – Free Alongside Ship
- FOB – Free On Board
- CFR – Cost and Freight
- CIF – Cost, Insurance and Freight
Tabella riepilogativa Incoterms 2026
| Incoterm | Trasporto | Rischio passa | Trasporto | Assicurazione | Dogana export | Dogana import |
|---|---|---|---|---|---|---|
| EXW | Tutti | Alla messa a disposizione | Acquirente | Acquirente | Acquirente | Acquirente |
| FCA | Tutti | Alla consegna al vettore | Venditore | Acquirente | Venditore | Acquirente |
| CPT | Tutti | Alla consegna al vettore | Venditore | Acquirente | Venditore | Acquirente |
| CIP | Tutti | Alla consegna al vettore | Venditore | Venditore | Venditore | Acquirente |
| DAP | Tutti | A destino, prima dello scarico | Venditore | Venditore | Venditore | Acquirente |
| DPU | Tutti | Dopo lo scarico a destino | Venditore | Venditore | Venditore | Acquirente |
| DDP | Tutti | A destino | Venditore | Venditore | Venditore | Venditore |
| FAS | Mare | Lungo bordo nave | Venditore | Acquirente | Venditore | Acquirente |
| FOB | Mare | A bordo nave | Venditore | Acquirente | Venditore | Acquirente |
| CFR | Mare | A bordo nave | Venditore | Acquirente | Venditore | Acquirente |
| CIF | Mare | A bordo nave | Venditore | Venditore | Venditore | Acquirente |
Incoterms 2026: significato e spiegazione pratica
EXW (Ex Works): franco fabbrica
È il termine più favorevole al venditore: la merce viene messa a disposizione presso la sede del venditore. Da quel momento in poi, costi e rischi ricadono sull’acquirente. In molti contesti export, EXW è poco funzionale perché lo sdoganamento export non è in capo al venditore.
FCA (Free Carrier): franco vettore
Il venditore consegna la merce al vettore designato (o a un terminal concordato) e cura lo sdoganamento export. È uno degli Incoterms più usati perché è equilibrato e aderente alla logistica moderna, anche in ambito container.
CPT (Carriage Paid To): trasporto pagato fino a
Il venditore paga il trasporto fino alla destinazione pattuita, ma il rischio passa all’acquirente già quando la merce viene consegnata al primo vettore. È un punto che spesso genera fraintendimenti se non viene chiarito bene in contratto.
CIP (Carriage and Insurance Paid To): trasporto e assicurazione pagati fino a
Come CPT, ma con assicurazione a carico del venditore. Anche qui il rischio passa alla consegna al primo vettore, mentre costi di trasporto e polizza restano in capo al venditore fino alla destinazione indicata.
DAP (Delivered At Place): consegnato nel luogo
Il venditore sostiene costi e rischi fino all’arrivo nel luogo di destinazione, con merce pronta per lo scarico. Lo scarico e la dogana import restano in capo all’acquirente.
DPU (Delivered at Place Unloaded): consegnato a destino scaricato
È l’unico Incoterm che impone lo scarico a carico del venditore. Ha senso solo quando il luogo di consegna consente operazioni di scarico chiare, sicure e concordate.
DDP (Delivered Duty Paid): consegnato, dazi pagati
Il venditore gestisce praticamente tutto, inclusa la dogana import e il pagamento di dazi e imposte. È il termine più “pesante” per il venditore sul piano doganale e fiscale e va utilizzato con piena consapevolezza operativa e tributaria.
FAS (Free Alongside Ship): franco lungo bordo
Solo marittimo: la consegna avviene quando la merce viene posizionata lungo la fiancata della nave nel porto di partenza. Export in capo al venditore, imbarco in capo all’acquirente.
FOB (Free On Board): franco a bordo
Solo marittimo: il rischio passa quando la merce viene caricata a bordo. È molto diffuso nella prassi, ma oggi è consigliabile usarlo con attenzione (soprattutto nei container) e valutare FCA come alternativa più coerente.
CFR (Cost and Freight): costo e nolo
Solo marittimo: il venditore paga il trasporto fino al porto di destinazione, ma il rischio passa già al carico sulla nave. L’assicurazione non è compresa.
CIF (Cost, Insurance and Freight): costo, assicurazione e nolo
Solo marittimo: come CFR, ma con assicurazione a carico del venditore. Anche qui il rischio passa al carico sulla nave, mentre costi di trasporto e polizza restano in capo al venditore fino al porto di destinazione.
Come scegliere l’Incoterm giusto nel 2026
La scelta dipende da logistica, potere contrattuale, valore della merce e capacità di gestire dogana e fiscalità. Un Incoterm impostato male può spostare costi e rischi in modo inatteso, erodendo margini e generando contestazioni, anche quando prezzo e tempi sembrano corretti.
