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Politica, Fini elogia Meloni: “Italia credibile in Europa, nessuna ambiguità sull’Iran”

L’ex presidente della Camera interviene su Medio Oriente, Ucraina e giustizia: sostegno netto alla linea della premier e sì al referendum sulla magistratura

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Gianfranco Fini

Gianfranco Fini torna nel dibattito politico con dichiarazioni destinate a far discutere. In un’intervista a BeeMagazine, l’ex presidente della Camera affronta i principali dossier internazionali e riconosce alla premier Giorgia Meloni un ruolo determinante nel rafforzare la posizione dell’Italia nello scenario globale.

“Un fatto positivo che il mondo si sia liberato di Khamenei”

Il passaggio più netto riguarda l’Iran. “La situazione è in evoluzione ma, detto con chiarezza: considero un fatto positivo che il mondo si sia liberato di un tagliagole come Khamenei”, afferma Fini, sottolineando come “l’Iran è stato direttamente o indirettamente responsabile di troppi crimini”.

Un giudizio duro, che però non si traduce in facili ottimismi. “Questo, però, non significa che sia caduto il regime degli Ayatollah”, precisa. Secondo Fini, infatti, “quel sistema si regge ancora su centinaia di migliaia di uomini, tra Basij e Pasdaran, addestrati all’odio contro gli Stati Uniti e contro Israele e, soprattutto, integrati da decenni in un vero sistema di potere”.

“Meloni ha collocato l’Italia dalla parte giusta”

Il cuore politico dell’intervento è però il giudizio sull’azione del governo. “La premier Meloni, in un contesto storico complesso, ha collocato l’Italia dalla parte giusta”, sostiene Fini, riconoscendo all’esecutivo una linea coerente e priva di ambiguità.

Per l’ex presidente della Camera, la credibilità internazionale del Paese è tornata a crescere proprio grazie a questa chiarezza di posizionamento, in un momento segnato da conflitti e tensioni geopolitiche.

Ucraina, “nessuna esitazione” nel sostegno a Kiev

Sul fronte ucraino, Fini parla di “nettezza”. “Sull’Ucraina non ha avuto esitazioni: ha sostenuto con nettezza il diritto del popolo ucraino a difendersi da un’aggressione brutale”, dichiara, aggiungendo che quell’aggressione era “finalizzata a rovesciare Zelensky e a installare un regime fantoccio”.

Una posizione che, nel ragionamento di Fini, conferma l’ancoraggio dell’Italia al fronte euro-atlantico e la volontà di non lasciare spazio a letture ambigue del conflitto.

Europa, “molti hanno dovuto ricredersi”

Sul piano europeo, Fini evidenzia un cambio di percezione nei confronti della premier. “Molti hanno dovuto ricredersi”, osserva. “Chi immaginava una Meloni euroscettica e priva di visione comunitaria ha dovuto prendere atto del rapporto solido costruito con Ursula von der Leyen e del peso che oggi l’Italia esercita anche attraverso l’importante incarico ricoperto da Fitto nella Commissione”.

La conclusione è netta: “L’Italia è tornata a essere un riferimento per l’Ue”. Una frase che riassume il senso politico dell’intervento e che suona come un attestato di rinnovata centralità europea, secondo il parere dell’ex presidente della Camera.

Giustizia, “riforma necessaria” e sì al referendum

Fini interviene anche sul referendum in materia di giustizia, annunciando il suo voto favorevole. Quella in discussione è, a suo giudizio, “una riforma necessaria”.

“Sono francamente preoccupanti i toni usati in questa campagna: significa spostare il dibattito dalla sostanza alla propaganda”, afferma. Per questo definisce “opportuno e condivisibile” il richiamo del presidente Mattarella a riportare il confronto “sul merito del quesito, e non sulla polemica politica”.

Il punto centrale, secondo Fini, è chiarire che “non stiamo parlando di una rivoluzione della giustizia, ma di una riforma dell’ordinamento della magistratura”. E aggiunge: “La Costituzione parla di potere legislativo, di potere esecutivo e di ordine giudiziario: non è un dettaglio, perché significa che ai magistrati spetta il compito di far rispettare la legge, non di interpretarla”.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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