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Brescia, il tifoso salvato da un infarto al PalaBarbuto torna a Napoli: “Qui mi avete ridato la vita”

A nove mesi dall’arresto cardiaco avuto sugli spalti durante l’incontro di basket Napoli–Brescia, Enzo Langella rientra al PalaBarbuto: il palazzetto gli tributa un lungo applauso mentre lui ringrazia la dottoressa e i tifosi che gli salvarono la vita

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Basket Pallacanestro

La gratitudine, a volte, pesa più di qualsiasi bandiera. È il caso di Enzo Langella, tifoso bresciano di basket, che nove mesi dopo il drammatico infarto che lo colpì sugli spalti del PalaBarbuto durante Napoli–Brescia, è tornato nel palazzetto per dire grazie a chi lo salvò.

Era il 2 febbraio quando, mentre saliva le scale per raggiungere il proprio posto nel settore ospiti, Enzo fu colpito da un violento arresto cardiaco. Le cronache di quel giorno raccontano di un attimo sospeso: la partita passò in secondo piano, il pubblico smise di cantare, e il palazzetto intero si strinse in un silenzio carico di paura. La prima a intervenire fu una tifosa napoletana, medico, che gli praticò immediatamente le manovre salvavita in attesa dell’arrivo del 118. Un gesto istintivo, professionale e umano che fece la differenza tra la vita e la morte.

Trasportato in ospedale in codice rosso, Enzo iniziò un lungo percorso tra coma, terapie e riabilitazione. Mesi difficili, da cui però è uscito con una sola certezza: tornare in quel palazzetto per ringraziare la città che lo aveva soccorso.

Domenica quel momento è arrivato. Enzo è rientrato al PalaBarbuto con un cartello tra le mani — “Enzo e Brescia ringraziano” — e con la maglia del Napoli Basket indossata sopra la felpa biancoblu della sua squadra. Un gesto simbolico, potente, accolto da un applauso lungo, sincero e commosso da parte di tutto il pubblico presente, tifosi napoletani e bresciani insieme.

Il ritorno di Enzo ha trasformato una partita qualunque in una pagina di autentica umanità sportiva. Una storia che ricorda come, oltre ai cori e alla rivalità sul parquet, lo sport possa diventare solidarietà, rispetto e vita condivisa.

Un abbraccio collettivo, quello del PalaBarbuto, che vale più di qualsiasi risultato. Enzo è tornato lì dove il suo cuore si era fermato — e poi aveva ricominciato a battere. Una seconda vita, iniziata proprio a Napoli.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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