Cronaca
Crisi in Medio Oriente, l’Iran attacca basi Usa. Israele bombarda Teheran: “Siamo in guerra”
Raid missilistici iraniani contro Al Ubeid e Ayn al-Asad. L’esercito israeliano colpisce i simboli del regime a Teheran. Tajani offre Roma per riaprire il dialogo
Nuova drammatica escalation militare tra Iran, Stati Uniti e Israele. Le forze armate iraniane e i Pasdaran hanno lanciato un attacco congiunto contro basi americane in Qatar e Iraq, in risposta ai raid statunitensi e israeliani contro i siti nucleari iraniani.
Secondo fonti citate da Axios, Teheran ha lanciato almeno 10 missili contro la base Usa di Al Ubeid, principale snodo del Central Command (Centcom) nel Golfo, dove sono stanziati circa 10mila soldati. Esplosioni sono state udite a Doha, spingendo il Qatar a chiudere temporaneamente lo spazio aereo per motivi di sicurezza. Colpita anche la base americana di Ayn al-Asad in Iraq.
Raid congiunti Usa-Israele sui siti nucleari iraniani
La rappresaglia iraniana arriva dopo l’attacco congiunto Usa-Israele ai siti nucleari e militari iraniani. Il presidente americano Donald Trump ha definito l’operazione un successo: “Tutti i siti nucleari iraniani hanno subito danni monumentali”. Le immagini satellitari confermerebbero danni anche ai livelli sotterranei delle strutture colpite.
Parallelamente, Israele ha sferrato pesanti attacchi a Teheran, colpendo simboli del regime come il carcere di Evin, il quartier generale dei Basij, centri di intelligence, depositi missilistici e basi radar. Secondo l’esercito israeliano sarebbero stati impiegati oltre 50 caccia nei raid.
L’Iran: “Gli Stati Uniti sono entrati in guerra”
Il comandante supremo iraniano Abdolrahim Mousavi accusa: “Gli Stati Uniti hanno violato la sovranità dell’Iran e sono entrati direttamente in guerra”. La Guida Suprema Ali Khamenei ha promesso che la “punizione contro Israele continuerà”. Duro anche l’intervento del portavoce militare Zolfaqari: “Trump può iniziare questa guerra, ma saremo noi a finirla”.
Tensione diplomatica e allerta globale
Il Parlamento iraniano valuta la sospensione della collaborazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), mentre il direttore Rafael Grossi chiede una tregua per poter riprendere le ispezioni nei siti nucleari danneggiati.
Il Dipartimento di Stato Usa ha emesso un’allerta mondiale per i cittadini americani, mentre la comunità internazionale teme un allargamento del conflitto. Italia e Unione Europea spingono per un ritorno al dialogo. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani si è detto disponibile a ospitare colloqui diretti a Roma tra Washington e Teheran per tentare una de-escalation.
Nel frattempo, la Cina e la Russia condannano l’attacco americano, mentre la Corea del Nord accusa Israele di violare la Carta dell’Onu, parlando di “azioni sconsiderate” che aggravano l’instabilità globale.
