Cultura
Scuola, la nuova classifica Eduscopio 2025-2026: chi prepara meglio gli studenti in Italia
Una panoramica dettagliata su licei, tecnici e professionali nelle principali città italiane, con il primo confronto nazionale sui diplomati quadriennali
La scelta della scuola superiore è uno dei momenti più delicati per studenti e famiglie. C’è chi guarda alle materie preferite, chi pensa già all’università, chi al lavoro subito dopo il diploma. In mezzo a dubbi e confronti, ogni anno arriva puntuale una bussola preziosa: Eduscopio, il progetto della Fondazione Agnelli che aiuta a capire quali istituti preparano meglio al futuro.
L’edizione 2025-2026 è online e porta con sé una grande mole di dati aggiornati, raccolti per dare un quadro il più possibile fedele della realtà italiana. Non una “gara di popolarità”, ma un’analisi basata su numeri concreti: voti universitari, crediti ottenuti, tempi di ingresso nel mercato del lavoro, coerenza tra studi fatti e professione svolta.
Una fotografia costruita su oltre un milione di studenti
Per stilare la nuova classifica, Eduscopio ha analizzato i percorsi di 1.355.000 diplomati di 8.150 scuole in tre anni scolastici consecutivi. Un lavoro enorme che permette di confrontare istituti molto diversi tra loro, ma con un unico obiettivo: capire se davvero preparano bene chi li frequenta.
La ricerca si concentra su due aspetti fondamentali:
– Prosecuzione degli studi: come gli studenti proseguono gli studi all’università, in particolare per licei e istituti tecnici.
– Ingresso nel mondo del lavoro: quanto rapidamente e con quale qualità i diplomati di tecnici e professionali riescono a trovare un’occupazione, e quanto questa sia coerente con il percorso di studi.
In altre parole, Eduscopio prova a rispondere a una domanda molto concreta: “Dove ci porta davvero il diploma che abbiamo ottenuto?”
Le scuole migliori d’Italia secondo Eduscopio
Quest’anno, in cima alla classifica nazionale trova posto il Liceo Giovanni Battista Ferrari di Este (Padova), indirizzo Scienze Applicate: una scuola che unisce impronta scientifica e competenze digitali, sostituendo il latino con l’informatica.
Subito dietro si collocano il Liceo Ancina di Fossano (Cuneo) e il Liceo Dal Piaz di Feltre (Belluno). Un podio tutto del Nord-Est, che conferma il livello molto alto degli istituti della zona, almeno in termini di continuità dei risultati universitari e di efficacia complessiva del percorso formativo.
Uno sguardo alle grandi città
Le classifiche, però, diventano davvero utili quando si entra nel dettaglio delle singole aree urbane. È lì che famiglie e studenti possono confrontare le scuole del proprio territorio e capire quali istituti, concretamente, funzionano meglio nella propria zona.
Milano
A Milano lo scenario è abbastanza definito:
Il Berchet domina tra i licei classici, confermandosi un punto di riferimento per chi cerca una formazione fortemente umanistica. Tra gli scientifici, Volta e Da Vinci continuano a essere due nomi centrali, spesso in cima alle preferenze di chi punta a un percorso universitario tecnico o scientifico.
Per i licei linguistici spiccano Manzoni e Maria Consolatrice, mentre nei tecnici ottimi risultati arrivano da istituti come Manzoni, Verri e Curie. Da segnalare anche un dato che va oltre la città: il miglior classico della Lombardia, infatti, non è nel capoluogo, ma in Brianza, con il liceo Marie Curie di Meda ai primi posti nelle graduatorie regionali.
Roma
Anche nella Capitale la classifica conferma molte certezze storiche. Il Visconti resta il liceo classico più autorevole, con una tradizione che si riflette in buoni risultati universitari dei diplomati. Lo scientifico Righi continua a distinguersi come una delle scuole più solide per chi punta alle facoltà STEM.
Tra i licei linguistici emergono Renzo Levi, Amaldi e Montale, che si conferma anche una scelta importante nell’ambito delle scienze umane. Nei tecnici, Einstein-Bachelet, Di Vittorio-Lattanzio e Matteucci sono tra gli istituti che mostrano indicatori particolarmente positivi sul fronte degli studi e, in alcuni casi, dell’occupazione.
Napoli
A Napoli c’è un nome che ricorre più di tutti: il Convitto Vittorio Emanuele II, che emerge ai primi posti sia tra i licei classici sia tra quelli scientifici. Un istituto che rappresenta un punto di riferimento importante nel panorama cittadino.
Da segnalare anche l’Eleonora Pimentel Fonseca per le scienze applicate, il Piero Calamandrei e il Mario Pagano tra i linguistici, e il Galileo Galilei nel campo delle scienze umane. Nel mondo dei tecnici spiccano istituti come Galiani, Sannino-De Cillis, Modigliani e De Nicola, mentre tra i professionali ottimi risultati arrivano da scuole come Pagano, Ferraioli e Caselli-Palizzi.
La novità: i primi risultati dei diplomati quadriennali
Una delle parti più attese dell’edizione Eduscopio 2025-2026 riguarda la sperimentazione dei percorsi quadriennali, avviata qualche anno fa con l’idea di “accorciare” di un anno la scuola superiore senza sacrificare la qualità della formazione.
Per la prima volta sono stati inseriti in modo sistematico i dati di oltre duemila studenti diplomati in soli quattro anni. L’analisi mostra che la percentuale di immatricolazione all’università è simile a quella dei percorsi tradizionali, quindi i ragazzi e le ragazze che scelgono il quadriennale non rinunciano agli studi accademici.
Al primo anno di università, però, i diplomati quadriennali ottengono voti leggermente inferiori rispetto ai compagni del quinquennale e, in media, raggiungono un numero di crediti leggermente più basso. Si tratta comunque di differenze contenute, che aprono una riflessione più ampia: la sperimentazione funziona meglio per alcuni profili di studenti rispetto ad altri? E quali condizioni servono alle scuole per reggere un percorso così intenso senza perdere qualità?
Una guida, non un verdetto
Come sempre, Eduscopio non vuole essere un “tribunale” della scuola italiana, ma uno strumento di orientamento. Le classifiche cambiano nel tempo, si aggiornano, e soprattutto non raccontano tutto: non possono misurare il clima di una classe, la capacità di ascolto di un docente, l’attenzione al benessere emotivo degli studenti.
Quello che possono fare, però, è offrire una base oggettiva da cui partire: capire come si muovono gli ex diplomati, quali scuole hanno un impatto concreto sul futuro dei ragazzi e in quali territori esistono margini di miglioramento.
Per chi deve scegliere la scuola dopo la terza media, Eduscopio è quindi un tassello importante di un percorso più ampio, che dovrebbe includere colloqui, open day, visite agli istituti e momenti di confronto con insegnanti e orientatori.
Per esplorare la classifica completa di Eduscopio 2025-2026, confrontare la situazione nella propria città, selezionare gli indirizzi di studio e vedere tutti i dati nel dettaglio, il punto di riferimento resta uno solo: il portale ufficiale Eduscopio, curato dalla Fondazione Agnelli, che da anni lavora su ricerca e politiche educative in Italia.
