Cronaca
Maturità 2026, atteso il decreto sulle materie: giorni decisivi per studenti e scuole
Entro fine gennaio il Ministero dovrebbe ufficializzare seconda prova scritta e discipline dell’orale, che cambia con la riforma dell’Esame di Stato
L’attesa sta per finire per migliaia di studenti che a giugno affronteranno l’Esame di Stato. Nei prossimi giorni, infatti, il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrebbe rendere ufficiali le materie della seconda prova scritta e, per la prima volta con questa modalità, anche le quattro discipline oggetto del colloquio orale, ridefinito dalla riforma entrata in vigore quest’anno. La comunicazione avverrà tramite un decreto ministeriale atteso entro la fine di gennaio.
Quando escono le materie della seconda prova della Maturità 2026
Tradizionalmente, le materie della seconda prova vengono annunciate tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, anche se la finestra temporale più ricorrente negli ultimi anni si concentra negli ultimi giorni di gennaio.
Guardando ai precedenti, l’annuncio è arrivato spesso a ridosso della chiusura del mese: nel 2025 il decreto è stato pubblicato il 29 gennaio, nel 2024 ancora il 29 gennaio, nel 2023 il 26 gennaio e nel 2020, prima della pandemia, il 30 gennaio. Alla luce di questo andamento, è realistico attendersi che anche il decreto per la Maturità 2026 venga pubblicato tra il 28 e il 31 gennaio, con la possibilità concreta di un annuncio già entro la fine della settimana.
Cosa conterrà il decreto del MIM sulle materie
Il provvedimento ministeriale non si limiterà a indicare la disciplina della seconda prova scritta, che varia a seconda dell’indirizzo di studio (licei, istituti tecnici e professionali), ma definirà l’intera cornice dell’esame conclusivo del secondo ciclo. In particolare, il decreto stabilirà la materia della seconda prova scritta d’indirizzo, l’eventuale presenza di prove specifiche per determinati percorsi, le quattro materie caratterizzanti del colloquio orale valide a livello nazionale e le modalità di svolgimento dell’orale aggiornate dopo la riforma.
Per gli istituti professionali restano valide le disposizioni particolari già previste dalla normativa vigente.
Come cambia il colloquio orale alla Maturità 2026
La principale novità dell’esame riguarda proprio l’orale. Con la riforma, il colloquio non verterà più su tutte le discipline dell’ultimo anno, ma su quattro materie individuate annualmente dal ministero. Queste saranno comunicate contestualmente alle materie della seconda prova scritta.
Viene superato il meccanismo dell’avvio dell’orale a partire da un materiale scelto dalla commissione. Il colloquio punta ora a verificare la capacità di argomentazione, il collegamento tra i saperi, il livello di maturità personale e la consapevolezza del percorso svolto. In questo quadro, resta centrale il ruolo del Curriculum dello studente, che diventa uno strumento chiave per valorizzare esperienze formative, competenze digitali, educazione civica e attività di formazione scuola-lavoro.
Le date già fissate delle prove scritte
In attesa del decreto sulle materie, il calendario delle prove è già noto. La prima prova scritta, comune a tutti, è prevista per il 18 giugno 2026 e riguarda l’italiano. La seconda prova scritta d’indirizzo è in programma per il 19 giugno 2026.
Le prove suppletive e il calendario degli orali verranno definiti successivamente dalle singole commissioni.
Commissioni d’esame: cosa cambia con la riforma
Anche la composizione delle commissioni per la Maturità è stata rivista. Per la Maturità 2026 è prevista una commissione ogni due classi, composta da cinque membri: un presidente esterno, due commissari esterni e due commissari interni. È inoltre previsto un percorso di formazione dedicato ai commissari, con l’obiettivo di rendere le valutazioni più omogenee e trasparenti.
