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Auto, nel 2026 maxi rottamazione con incentivi fino a 11mila euro?

Tra Ecobonus, fondi Ue e piani per le batterie, l’Italia e l’Europa accelerano sulla mobilità elettrica ma restano i nodi delle infrastrutture

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Ruota di automobile

La Rottamazione auto 2026 si prepara a diventare uno snodo cruciale nella transizione ecologica italiana ed europea. Tra le decisioni di Bruxelles e i piani del governo italiano, i prossimi due anni saranno decisivi per il rinnovo del parco circolante e il rilancio della mobilità a basse emissioni. Al centro ci sono incentivi senza precedenti, ma anche criticità da risolvere: infrastrutture carenti, fondi rimodulati e tempistiche di attuazione che ne determineranno l’efficacia.

Il piano europeo: linee guida e strumenti

La Commissione Europea prepara un Piano d’Azione per l’automotive che avrà tra le priorità il ricambio del parco auto con focus sui veicoli elettrici, sia nuovi sia usati. Le linee di intervento annunciate includono incentivi nazionali ed europei, promozione del leasing sociale per le famiglie a basso reddito e l’utilizzo del Fondo Sociale per il Clima, che destinerà 86,7 miliardi di euro tra il 2026 e il 2032. L’obiettivo è rendere più accessibile l’acquisto di auto a basse emissioni, coniugando sostenibilità ed equità sociale.

L’Italia rilancia: Ecobonus fino a 11.000 euro

Parallelamente, il governo italiano ha annunciato risorse del PNRR per un nuovo pacchetto di incentivi valido fino a giugno 2026. Il cuore del piano è l’Ecobonus per le auto elettriche, con contributi mirati alle fasce di reddito medio-basso e maggiorazioni legate alla rottamazione di veicoli obsoleti:

  • 11.000 € per ISEE ≤ 30.000 €;
  • 9.000 € per ISEE ≤ 40.000 €;
  • bonus incrementati con la rottamazione di veicoli a combustione interna fino a Euro 5.

Il programma guarda anche al tessuto produttivo: per le microimprese sono previsti aiuti fino al 30% del valore del veicolo commerciale elettrico (categorie N1 e N2, fino a 12 t), con tetto massimo di 20.000 € (IVA esclusa). La regia operativa è affidata al MASE.

Le criticità: infrastrutture e tempi

Non mancano i nodi da sciogliere. Come evidenziato da diversi addetti ai lavori (tra cui Andrea Cardinali – UNRAE), la carenza di colonnine e la loro disomogenea distribuzione territoriale rallentano l’adozione di massa. Inoltre, lo spostamento di fondi originariamente destinati alle infrastrutture verso i bonus e i possibili ritardi burocratici nell’attivazione potrebbero limitarne l’impatto. In sintesi: incentivi forti richiedono una rete di ricarica altrettanto solida.

Batterie, e-fuel e flotte: gli investimenti UE

La strategia europea abbraccia l’intera filiera. Sono previsti 1,8 miliardi di euro nel biennio 2025–2027 per rafforzare la produzione di batterie in Europa, cui si sommano ulteriori 3 miliardi per la produzione di celle (primo bando da 1 miliardo a dicembre 2024). Focus anche su:

  • E-fuel e neutralità tecnologica, con possibile revisione regolamentare nel 2026;
  • 570 milioni di euro (2025–2026) per infrastrutture di ricarica/rifornimento dei veicoli pesanti;
  • proposta per l’elettrificazione totale delle flotte aziendali attesa entro fine 2025.

Il fine è duplice: sostenere i privati e rendere competitivo e autonomo l’ecosistema industriale europeo.

Incentivi 2025–2026: come funzionano in pratica

La nuova tornata di incentivi è attesa da settembre 2025 e resterà attiva fino al 30 giugno 2026 (salvo esaurimento fondi). In sintesi:

  • accesso con ISEE fino a 40.000 € e contributi fino a 11.000 € per le famiglie a basso reddito;
  • limite di prezzo del veicolo elettrico a 35.000 €;
  • acquisto di auto nuove categoria M1, con rottamazione di un veicolo termico fino a Euro 5;
  • priorità a aree urbane funzionali (città ≥ 50.000 abitanti e cintura di pendolarismo);
  • per le microimprese, fino a due bonus per veicoli N1/N2 a zero emissioni (fino a 12 t), contributo 30% con tetto 20.000 € (IVA esclusa);
  • pratiche su piattaforma Sogei, sconto diretto in concessionaria, validazione entro 30 giorni;
  • non cumulabile con altri bonus; ammessi solo modelli con Ecoscore approvato;
  • un solo bonus per famiglia; per le microimprese massimo due bonus.

Con l’ok dell’Ecofin alla revisione del PNRR italiano, la rimodulazione dei fondi (circa 1,2 miliardi) consente di destinare 597 milioni all’ecobonus per sostituire oltre 39.000 veicoli inquinanti con auto a zero emissioni. La pubblicazione delle modalità operative e l’apertura della piattaforma saranno comunicate dal MASE.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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