Attualità
Rottamazione quinquies, tutto rinviato al 2026: cosa cambia per cartelle e contribuenti
La nuova sanatoria fiscale prenderà forma solo dopo la Legge di Bilancio: esclusi tributi locali e recidivi, adesioni tra gennaio e aprile 2026 con pagamenti fino a nove anni
Dopo settimane di indiscrezioni e bozze tra Camera e Senato, la Rottamazione quinquies 2025 diventerà operativa solo nel 2026, a seguito dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio attesa per la fine del 2025. Nonostante le aspettative su una partenza nel 2025, la misura è stata rinviata per consentire un migliore coordinamento digitale e una gestione più efficiente delle domande da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Nessuna domanda nel 2025: tutto rinviato al 2026
Il nuovo provvedimento, quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, non sarà attivo nel 2025. Le tempistiche originarie (adesione entro aprile 2025 e prima rata a luglio) sono superate: la finestra di adesione si aprirà tra gennaio e aprile 2026, con le prime rate nei mesi successivi. Il decreto attuativo arriverà dopo l’approvazione della manovra (fine 2025) e fisserà modalità, modelli e scadenze ufficiali.
Chi potrà aderire alla rottamazione quinquies 2025-2026
Potranno presentare domanda i contribuenti con cartelle affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 dicembre 2023. La platea include persone fisiche e imprese con debiti erariali e previdenziali (Stato, INPS e altri enti centrali).
Esclusi invece:
- Multe e tributi locali, oltre a sanzioni amministrative;
- Chi ha aderito alla rottamazione quater e al 30 settembre 2025 risulta in regola con i pagamenti;
- I recidivi che hanno usato precedenti sanatorie senza saldare il debito;
- Debiti per aiuti di Stato da restituire, condanne della Corte dei Conti o omessa dichiarazione dei redditi.
Per accedere alle agevolazioni potrà essere richiesta la regolarità fiscale negli ultimi due anni e, per i casi di “saldo e stralcio”, un ISEE aggiornato.
Cosa prevede la nuova sanatoria
La rottamazione quinquies 2026 introduce una struttura più selettiva rispetto alle edizioni passate. In sintesi:
- Niente sanzioni e interessi di mora: si paga solo capitale, spese di notifica ed esecuzione;
- Fino a 108 rate mensili (9 anni) con rate tutte uguali;
- Margini di tolleranza con la possibilità di saltare alcune rate senza decadenza;
- Per i debiti minori (fino a determinate soglie) possibile saldo e stralcio parziale o totale;
- Rata minima indicativa pari a 100 euro per evitare micropagamenti.
L’ipotesi iniziale di dilazione decennale (120 rate in 10 anni) è stata accantonata per contenere i costi amministrativi e accelerare gli incassi.
Acconto iniziale: si decide tra politica e tecnici
Sull’acconto iniziale permane un confronto: da un lato la spinta politica per farne a meno, dall’altro la proposta tecnica di un 5% per evitare adesioni strumentali volte solo a sospendere azioni esecutive. In ogni caso, le rate successive resterebbero omogenee e mensili per l’intera durata del piano.
Multe e tributi locali fuori per scelta
Uno dei punti centrali è l’esclusione dei tributi locali dalla definizione agevolata. Per i crediti di Comuni, Province e Regioni si punta su strumenti alternativi (come cartolarizzazioni o cessioni a soggetti specializzati) anziché sulla pace fiscale statale. Il perimetro della rottamazione resta così concentrato sui crediti erariali e previdenziali.
Rottamazione quinquies 2025-2026, l’obiettivo è una ‘pace selettiva’
La rottamazione quinquies mira a sostenere chi, pur avendo dichiarato i redditi, non è riuscito a saldare per motivi economici o personali (crisi, fallimenti, rincari). Il disegno è più digitale e selettivo, con criteri stringenti per ridurre gli abusi e migliorare la riscossione effettiva.
