Spettacolo
Sanremo 2026, “Si ‘na pret” riecheggia in platea: urlo durante l’esibizione di Elettra Lamborghini
Dopo l’episodio del 2025 legato a Rose Villain, la frase in dialetto napoletano torna a farsi sentire all’Ariston e riapre il dibattito sul suo significato
A distanza di un anno, l’espressione “Si ‘na pret” torna a riecheggiare tra le poltrone del Festival di Sanremo. Dopo l’episodio che nel 2025 aveva coinvolto Rose Villain, anche l’edizione 2026 registra un nuovo caso, questa volta durante l’esibizione di Elettra Lamborghini, nella seconda serata della kermesse.
All’inizio della performance della cantante emiliana, una voce maschile proveniente dalla platea ha urlato nuovamente “Si ‘na pret”, riportando sotto i riflettori una frase che, nel giro di pochi mesi, è diventata uno degli episodi più discussi e riconoscibili del recente Sanremo.
Il precedente con Rose Villain e il ritorno della frase
L’espressione “Si ‘na pret” aveva fatto la sua prima apparizione sul palco dell’Ariston durante la prima esibizione di Rose Villain al Festival di Sanremo 2025. In quell’occasione, l’urlo dal pubblico aveva sorpreso la platea e acceso il dibattito sui social, trasformandosi rapidamente in un caso mediatico.
La stessa Rose Villain aveva scelto di cavalcare l’episodio con ironia, avviando nei giorni successivi una vera e propria campagna promozionale legata a quella frase, contribuendo a renderla virale ben oltre il contesto del Festival.
A un anno di distanza, l’urlo rivolto a Elettra Lamborghini assume così i contorni di un “ritorno”, quasi una citazione non scritta di un momento ormai entrato nell’immaginario sanremese recente.
Cosa significa davvero “Si ‘na pret”
Dal punto di vista linguistico, “Si ‘na pret” è un’espressione del dialetto napoletano che, tradotta letteralmente, significa “Sei una pietra”. Il termine “pret”, variante dialettale di “pietra”, può assumere significati diversi a seconda del contesto.
Nell’uso più comune e tradizionale, l’espressione viene intesa come un complimento: richiama l’idea di una bellezza scolpita, solida, quasi marmorea, paragonabile a una statua. Un modo diretto e colorito per esprimere ammirazione fisica, tipico di un linguaggio popolare che punta all’immediatezza.
Proprio questa doppia lettura ha alimentato, già nel 2025, discussioni sul confine tra complimento e possibile catcalling. Tuttavia, il contesto, il tono e soprattutto le reazioni delle artiste coinvolte hanno sempre orientato l’interpretazione verso un significato positivo e non offensivo.
