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Napoli, la metro Toledo è un viaggio nell’arte e nella luce: storia e curiosità della stazione più bella del mondo

Dalle opere di William Kentridge ai mosaici di Bob Wilson, fino ai reperti archeologici: la stazione Toledo è un capolavoro sotterraneo che unisce architettura, arte e identità napoletana

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Nel cuore di Napoli, lungo la storica via Toledo, si trova una delle stazioni della metropolitana più affascinanti al mondo. La stazione Toledo della metro di Napoli, parte della linea 1, è un autentico capolavoro di architettura contemporanea e arte pubblica. Progettata dall’architetto spagnolo Óscar Tusquets e inaugurata nel 2012, è divenuta in breve tempo una delle attrazioni più fotografate della città. Le sue pareti blu, i mosaici luminosi e le opere di artisti come William Kentridge e Bob Wilson trasformano un luogo di passaggio in un’esperienza visiva unica, dove ogni discesa nel sottosuolo diventa un viaggio tra luce, acqua e storia napoletana.

Definita dal Daily Telegraph e dalla CNN la stazione metropolitana più bella del mondo, Toledo rappresenta uno dei simboli più iconici della metropolitana di Napoli e del progetto “Stazioni dell’Arte”. Inaugurata nel 2012, la stazione si trova in via Toledo, a pochi passi da Largo Enrico Berlinguer e dai Quartieri Spagnoli, nel cuore pulsante della città.

Progettata dall’architetto spagnolo Óscar Tusquets, Toledo è molto più di un’infrastruttura: è un museo sotterraneo, un viaggio visivo e sensoriale tra luce, acqua e storia. Ogni dettaglio architettonico e artistico dialoga con la città, riflettendone la complessità e la bellezza.

Luce, colore e profondità: un percorso tra cielo e mare

La stazione Toledo si sviluppa a 44 metri di profondità, articolandosi in ambienti che evocano le sfumature della terra e del mare. Le prime rampe di scale mobili sono rivestite da mattonelle color ocra, richiamo al tufo napoletano. Scendendo, il colore si trasforma in blu intenso, immergendo il visitatore nella “galleria del mare” firmata da Bob Wilson: un ambiente luminoso e ipnotico, decorato da mosaici e luci che simulano il movimento delle onde.

L’elemento acqua è centrale: un omaggio alla falda acquifera che, durante i lavori, aveva rallentato la costruzione della stazione e che oggi diventa metafora visiva e poetica dell’intero progetto.

Arte contemporanea e identità napoletana

All’interno della stazione si trovano due grandi mosaici di William Kentridge, realizzati dal mosaicista Costantino Aureliano Buccolieri. Il primo, nel mezzanino, raffigura una vivace scena napoletana tra mappe topografiche, San Gennaro e il Vesuvio; il secondo, visibile lungo le scale mobili, rappresenta il trasporto di un carretto colmo di simboli della Repubblica napoletana del 1799.

All’esterno, su via Diaz, sorge “Il cavaliere di Toledo”, statua equestre in acciaio Corten dello stesso Kentridge, inaugurata nel 2012 durante la notte bianca. L’opera dialoga con i lucernari esagonali blu e ocra che illuminano l’atrio, anticipando le tonalità dominanti dell’interno.

Le pareti ospitano inoltre le fotografie manipolate di Achille Cevoli e le immagini di Razza Umana/Italia di Oliviero Toscani, che immortalano i volti dei cittadini napoletani: un tributo alla vita reale che pulsa sopra e sotto la superficie.

Archeologia e memoria della città

Durante gli scavi per la costruzione della stazione sono emersi importanti reperti archeologici, testimonianza della stratificazione millenaria di Napoli. Sono stati rinvenuti resti della fortificazione aragonese di fine XV secolo, strutture romane in tufo e laterizio appartenenti a un edificio termale del II secolo d.C., e perfino tracce di un paleosuolo neolitico con frammenti ceramici.

Questi ritrovamenti, insieme a foto e calchi, sono oggi esposti presso la stazione Museo, a conferma di come la metro di Napoli non sia solo un sistema di trasporto, ma anche un percorso nella storia: quello delle Stazioni dell’Arte di Napoli.

Riconoscimenti internazionali

Toledo ha conquistato premi e riconoscimenti in tutto il mondo: nel 2013 l’Emirates Leaf International Award come “Public Building of the Year” e nel 2015 il prestigioso riconoscimento dell’International Tunnelling Association, superando progetti di Sydney e Gerusalemme.

Non solo efficienza e design, ma una vera e propria opera d’arte pubblica che ha contribuito a ridefinire l’immagine della città di Napoli, unendo ingegneria, cultura e bellezza.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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