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Carabinieri, il significato della Virgo Fidelis: la patrona che incarna la fedeltà dell’Arma

Dal riconoscimento ufficiale di Pio XII al testo della preghiera e del canto: storia, simboli e tradizione della Vergine Fedele dei Carabinieri

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La “Virgo Fidelis” non è soltanto un titolo mariano: è un simbolo identitario, un riferimento spirituale, un punto fermo per generazioni di carabinieri che hanno riconosciuto in Maria un modello di fedeltà, dedizione e servizio. Il legame tra l’Arma e la sua patrona affonda nel secondo dopoguerra, quando papa Pio XII accolse l’istanza dell’Ordinariato Militare e dei cappellani dell’Arma, proclamando ufficialmente la Vergine “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”.

Origine del titolo e proclamazione della patrona

L’appellativo “Virgo Fidelis” – la Vergine Fedele – venne scelto nel 1949 come richiamo diretto al motto dell’Arma, “Nei secoli fedele”. La proposta fu sostenuta dall’allora Ordinario Militare, l’arcivescovo Carlo Alberto Ferrero di Cavallerleone, che individuò in quella definizione l’essenza del servizio svolto dai Carabinieri: una fedeltà senza tempo verso lo Stato, i cittadini e la vita stessa.

Papa Pio XII, con Breve apostolico dell’11 novembre 1949, proclamò Maria “Virgo Fidelis Patrona dei Carabinieri”, fissando la ricorrenza al 21 novembre, giorno della Presentazione di Maria al Tempio e anniversario della battaglia di Culqualber, uno degli episodi più eroici della storia dell’Arma.

L’immagine ufficiale: un simbolo scolpito nella memoria dell’Arma

La prima immagine della Virgo Fidelis risale al 21 novembre 1948, quando, nel cortile della Legione Allievi Carabinieri, venne presentata l’opera dello scultore Giuliano Leonardi. Un bassorilievo in gesso dorato, oggi custodito nella Cappella del Comando Generale a Roma, che rappresenta il momento dell’Annunciazione: le mani protese della Vergine, lo sguardo rivolto al libro con inciso “Sii fedele sino alla morte”, il chiarore delicato che pare animare la figura.

Quell’opera divenne l’archetipo di tutte le successive raffigurazioni e conserva una forte carica spirituale e artistica. Altri calchi originali sono custoditi a Sorso, città natale dello scultore, e diverse comunità italiane hanno dedicato altari, stele e cappelle alla patrona dei Carabinieri.

Un culto nato dall’Arma e diffuso dai suoi uomini

Non esiste un rito liturgico universale dedicato alla Virgo Fidelis: è l’Arma che l’ha resa un riferimento spirituale, attraverso tradizioni, celebrazioni e un legame radicato nel vissuto dei suoi appartenenti.

Dopo la guerra, la devozione crebbe grazie all’impegno dell’Ordinariato Militare e del Cappellano Capo padre Apolloni S.J., fino all’istituzione della festa del 21 novembre. Negli anni, comunità religiose e locali hanno contribuito a diffondere il culto, erigendo altari e opere dedicate.

La Preghiera del Carabiniere alla Virgo Fidelis

L’arcivescovo Ferrero di Cavallerleone compose anche la Preghiera del Carabiniere, recitata ancora oggi nelle celebrazioni ufficiali e nei momenti di raccoglimento dell’Arma:

“Dolcissima e gloriosissima Madre di Dio e nostra, noi Carabinieri d’Italia, a Te eleviamo reverente il pensiero, fiduciosa la preghiera e fervido il cuore!
Tu, che le nostre Legioni invocano confortatrice e protettrice col titolo di ‘Virgo Fidelis’,
Tu accogli ogni nostro proposito di bene e fanne vigore e luce per la Patria nostra,
Tu accompagna la nostra vigilanza, Tu consiglia il nostro dire, Tu anima la nostra azione, Tu sostenta il nostro sacrificio, Tu infiamma la devozione nostra!
E da un capo all’altro d’Italia suscita in ognuno di noi l’entusiasmo di testimoniare, con fedeltà sino alla morte, l’amore a Dio e ai fratelli italiani.
E così sia!”

Il testo completo del canto “Virgo Fidelis”

Di seguito il testo integrale del tradizionale canto dedicato alla Virgo Fidelis:

1ª Strofa
In una luce fulgida di fiamma,
com’ali bianche nell’azzurro ciel,
al tuo trono corrusco, o dolce Mamma,
sale il palpito del figlio tuo fedel,
che in silenzio preparò il suo cuore
ed in silenzio veglia l’avvenir
su lui rivolgi gli occhi tuoi d’amore
rendi nobile e lieve il suo soffrir.

Ritornello:
Tu sei Regina dell’eterna corte
perché salisti il monte del dolor:
il cuore mio non fermerà la morte
perché ha giurato fede al tricolor

2ª Strofa
Se di baleni il simbolo d’argento
sulla mia fronte ai raggi guizzerà,
e la Bandiera a raffiche di vento
nel tripudio di luci ondeggerà,
allor più ardente delle tue legioni
un grido solo a Te si leverà,
o nostra stella, che nel ciel risuoni
giuramento d’amore e fedeltà.

Ritornello:
Tu sei Regina dell’eterna corte
perché salisti il monte del dolor:
il cuore mio non fermerà la morte
perché ha giurato fede al tricolor.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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