Attualità
Compensi Maturità 2026, il nodo stipendi per docenti e commissari d’esame
Indennità ferme da vent’anni, nuove regole dell’orale e richieste dei sindacati su presidenti, esterni e interni
La riforma della Maturità 2026 non riguarda soltanto le modalità del colloquio orale e l’organizzazione delle prove. Al centro del confronto tra Ministero e sindacati ci sono anche i compensi per la Maturità 2026, con particolare attenzione agli stipendi docenti, ai compensi dei commissari esterni e interni e alle indennità riconosciute ai presidenti di commissione, ferme da oltre vent’anni.
Un tema che torna con forza nel dibattito pubblico, soprattutto alla luce delle novità introdotte dal nuovo esame di Stato e dell’aumento delle responsabilità richieste al personale scolastico.
Maturità 2026, nuove regole e più carichi di lavoro
A partire dal 2026 cambia il colloquio orale: l’esame si svolgerà su quattro discipline, individuate annualmente dal Ministero dell’Istruzione e del Merito entro il mese di gennaio. Per il primo anno, tra queste rientreranno anche le due materie oggetto delle prove scritte.
Il colloquio mira a verificare l’apprendimento in ciascuna disciplina, la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, oltre al grado di responsabilità e maturità raggiunto. Tiene conto dell’impegno dimostrato in ambito scolastico e in attività coerenti con il percorso di studio, includendo anche l’impegno evidenziato in azioni particolarmente meritevoli, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.
La riforma prevede una commissione ogni due classi, con cinque membri: un presidente esterno, due membri esterni e due interni. Introduce inoltre una formazione specifica per i commissari. È in questo contesto che si inserisce la richiesta di una revisione dei compensi, ritenuti non più adeguati rispetto all’impegno richiesto.
Compensi maturità 2026: le cifre oggi previste
Secondo quanto segnalato dai sindacati, i compensi per gli esami di Stato risultano sostanzialmente invariati da circa vent’anni. Le cifre attualmente indicate sono:
Presidenti di commissione: circa 1.249 euro lordi
Commissari esterni: circa 911 euro lordi
Commissari interni: circa 399 euro lordi
A questi importi si aggiunge un rimborso chilometrico scolastico per i commissari esterni, regolato da tetti fissati da un decreto del 2007 e non previsto per i docenti interni. Una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, non tiene conto né dell’inflazione né dell’aumento dei carichi di lavoro.
Le richieste dell’Anief su stipendi docenti, commissari e presidenti
Il sindacato Anief, tramite la segretaria generale Daniela Rosano, evidenzia come i compensi dei commissari siano fermi da due decenni nonostante l’evoluzione dell’esame e delle responsabilità richieste.
Secondo Anief, la riduzione del numero dei commissari – passati da sei a quattro – avrebbe generato risparmi che dovrebbero tradursi in un incremento dell’indennità. Centrale anche il tema della formazione: se obbligatoria, dovrebbe svolgersi all’interno delle ore di servizio, oppure essere retribuita nel caso in cui venga richiesta oltre l’orario di lavoro.
Criticità operative: pagamenti in ritardo e carichi di lavoro
Oltre agli importi, restano aperte diverse criticità operative segnalate dalle sigle sindacali. Tra i problemi più ricorrenti vengono indicati:
ritardi nei pagamenti dei compensi;
carichi di lavoro elevati;
difficoltà nel reperire commissari esterni in alcune aree del Paese;
nomine spesso tardive;
rimborso chilometrico regolato da tetti datati e non previsto per i docenti interni.
Elementi che, sommati, rischiano di rendere sempre meno attrattivo il ruolo di commissario, soprattutto per chi si sposta da una provincia all’altra e deve sostenere costi organizzativi e logistici non sempre coperti dai rimborsi.
Le prossime mosse del Ministero
Il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara dovrebbe rendere pubbliche le nuove modalità di svolgimento del colloquio finale. Nel frattempo, al Ministero dell’Istruzione e del Merito si lavora anche insieme ai sindacati sulle modalità di correzione e sull’individuazione delle aree disciplinari.
Il nodo dei compensi della Maturità 2026 resta però centrale: senza un adeguamento economico per stipendi docenti, commissari esterni e interni e presidenti, la riforma rischia di chiedere di più al personale scolastico, lasciando invariato un sistema di indennità percepito come non più proporzionato a impegno e responsabilità.
