Attualità
Lavoro, come cambiano gli stipendi: le tabelle aggiornate del CCNL Studi Professionali
Gli aggiornamenti economici del triennio 2024-2026 ridisegnano i minimi contrattuali degli studi professionali, con quattro tranche di incremento che modificano paga base, inquadramenti e valori orari
Il rinnovo del CCNL Studi Professionali Confprofessioni–Consilp sta ridisegnando nel triennio 2024-2026 la struttura retributiva di centinaia di migliaia di lavoratori impiegati negli studi professionali e nelle realtà che applicano questo contratto. Un intervento atteso, che arriva dopo anni complessi segnati dall’inflazione e dalla necessità di adeguare i minimi salariali al nuovo contesto economico.
Le nuove tabelle retributive 2025-2026 del CCNL Studi Professionali introducono aumenti distribuiti in quattro tranche: marzo 2024, ottobre 2024, ottobre 2025 e dicembre 2026. Il risultato è una crescita graduale dei minimi tabellari, con effetti diretti sulla busta paga di tutti i livelli, dai Quadri ai profili del 5° livello.
Perché le tabelle retributive sono decisive
Quando si parla di minimi contrattuali ci si riferisce alla paga base tabellare conglobata, cioè la quota fissa e continuativa che compone lo stipendio mensile. Non comprende straordinari, indennità o superminimi, ma rappresenta la base economica garantita dal contratto.
Le tabelle permettono a consulenti del lavoro, commercialisti, avvocati e dipendenti degli studi di conoscere importi minimi mensili, paga oraria e giornaliera a seconda del livello di inquadramento. In questo modo è possibile verificare con precisione il corretto inquadramento in busta paga e calcolare in maniera uniforme straordinari, permessi e assenze retribuite.
Prima tranche di aumento: 1° marzo 2024
La prima revisione dei minimi ha fatto registrare aumenti significativi, soprattutto nei livelli intermedi. Le tabelle retributive in vigore dal 1° marzo 2024 indicano i nuovi importi della paga base tabellare conglobata per tutti i livelli.
Per i Quadri si passa da 2.133,31 euro (minimo in vigore al 29 febbraio 2024) a 2.281,51 euro dopo l’incremento. Il 1° livello sale da 1.887,84 a 2.018,99 euro; il 2° livello da 1.644,37 a 1.758,60 euro; il 3°S livello da 1.525,33 a 1.631,29 euro.
Per alcuni livelli è previsto l’Elemento Nazionale di Allineamento Contrattuale (ENAC), che si somma al minimo tabellare. Nel caso del 1° livello, ad esempio, l’importo complessivo arriva a 2.061,34 euro considerando l’ENAC di 42,35 euro.
Seconda tranche di aumento: 1° ottobre 2024
A partire dal 1° ottobre 2024 entra in vigore il secondo scatto economico. Le tabelle retributive aggiornate mostrano un ulteriore incremento della paga base tabellare conglobata per tutti i livelli.
I Quadri arrivano a 2.345,02 euro. Il 1° livello sale a 2.075,19 euro, che diventano 2.117,54 euro considerando l’Elemento Nazionale di Allineamento Contrattuale. Il 2° livello passa a 1.807,61 euro (1.910,14 euro con ENAC), mentre il 3°S livello raggiunge 1.676,70 euro (1.787,10 euro con ENAC).
Si tratta di un passaggio importante perché consolida la crescita avviata a marzo 2024 e costituisce la base di partenza per le successive tranche del 2025 e del 2026.
Terza tranche di aumento: 1° ottobre 2025
Il percorso di adeguamento retributivo prosegue nel 2025 con ulteriori incrementi. Dal 1° ottobre 2025 le tabelle retributive del CCNL Studi Professionali prevedono nuove cifre per la paga base tabellare conglobata.
Per i Quadri il minimo sale a 2.408,53 euro. Il 1° livello arriva a 2.131,39 euro, con un totale di 2.173,74 euro se si considera l’Elemento Nazionale di Allineamento Contrattuale. Il 2° livello tocca 1.856,56 euro (1.959,09 euro comprensivi di ENAC), mentre il 3°S livello raggiunge 1.722,11 euro (1.832,51 euro con ENAC).
Questa tranche si colloca nel cuore del triennio contrattuale e rappresenta uno dei passaggi più rilevanti in termini di incremento complessivo delle retribuzioni.
Quarta tranche di aumento: 1° dicembre 2026
L’ultima fase del rinnovo scatta il 1° dicembre 2026, completando il programma di incremento dei minimi concordato per il triennio 2024-2026. Gli importi vengono ritoccati ancora una volta, seppure in misura più contenuta rispetto alle tranche precedenti.
Per i Quadri il minimo tabellare arriva a 2.436,76 euro. Il 1° livello sale a 2.156,38 euro, mantenendo l’importo complessivo a 2.173,74 euro quando si considera anche l’Elemento Nazionale di Allineamento Contrattuale. Il 2° livello viene fissato a 1.878,32 euro (1.959,09 euro con ENAC), mentre il 3°S livello raggiunge 1.742,30 euro (1.832,51 euro con ENAC).
Questa tranche ha un impatto più limitato ma consente di consolidare il percorso di crescita delle retribuzioni definito dalle parti sociali nel rinnovo del CCNL.
Paga oraria e giornaliera: come leggere le tabelle
Le tabelle retributive del CCNL Studi Professionali non indicano solo la paga mensile, ma anche il valore orario e giornaliero. Si tratta di dati fondamentali per calcolare in modo preciso straordinari, permessi, ferie, assenze retribuite e ratei mensili.
Negli ultimi anni il lavoro di aggiornamento delle parti sociali è stato accompagnato dalle analisi pubblicate da Confprofessioni, che raccolgono gli accordi ufficiali e gli sviluppi negoziali. L’impatto delle nuove soglie sulla gestione dei cedolini è stato approfondito anche dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, con valutazioni tecniche dedicate al costo del lavoro e agli adempimenti operativi.
Un triennio di aumenti che ridisegna il settore
Il rinnovo del CCNL Studi Professionali per il triennio 2024-2026 va letto come un passo necessario per armonizzare i minimi salariali a un mercato del lavoro che sta cambiando rapidamente. Le quattro tranche di aumenti non solo aggiornano le retribuzioni, ma rafforzano il valore professionale di chi lavora negli studi, spesso in ruoli altamente qualificati e ad elevata responsabilità.
La progressione degli importi, dal 2024 al 2026, accompagna il settore verso un nuovo equilibrio tra costo del lavoro, competitività delle strutture professionali e tutela del potere d’acquisto dei lavoratori. Un percorso graduale ma significativo, destinato a incidere in modo concreto sulla busta paga e sulle prospettive del comparto nei prossimi anni.
