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Politica

Francia senza governo, Bayrou cade sul bilancio e Macron resta isolato

L’Assemblea nazionale boccia la manovra lacrime e sangue con 364 voti contrari. Per il presidente si apre la crisi politica più grave della Quinta Repubblica

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Parigi Francia

La Francia si ritrova di nuovo senza governo. A soli nove mesi dall’insediamento, il premier François Bayrou è stato sfiduciato dall’Assemblea nazionale, travolto dal voto contrario all’impopolare piano di bilancio 2026. Con 364 voti contrari e 194 a favore, la manovra lacrime e sangue è stata respinta, aprendo una delle crisi politiche più profonde della Quinta Repubblica. La vicenda riaccende i riflettori sulla tenuta del governo della Francia e sulla leadership del presidente Emmanuel Macron.

Il bilancio che ha fatto cadere Bayrou

Il governo Bayrou aveva presentato una manovra da 44 miliardi di risparmi, con tagli alla spesa, nuove tasse e perfino la proposta di abolire due giorni festivi, tra cui l’8 maggio, anniversario della vittoria sul nazifascismo. Una misura che ha scatenato dure proteste in Parlamento e nelle piazze.

Il premier, leader del MoDem, ha provato a difendere la linea del rigore denunciando un debito pubblico pari al 114% del Pil e un deficit oltre il 6%, il doppio rispetto ai parametri europei. Ma le opposizioni, dall’estrema destra del Rassemblement National di Marine Le Pen alla sinistra di socialisti e La France Insoumise, hanno votato compattamente contro, decretando la fine del governo.

Macron sotto accusa

Se Bayrou è stato formalmente il bersaglio, il vero obiettivo politico resta Emmanuel Macron. Il presidente è accusato di non aver saputo gestire il post-elezioni europee del 2024, quando la disfatta del suo partito Renaissance aprì la strada a una polarizzazione tra la sinistra del Nuovo Fronte Popolare e la destra di Le Pen.

Prima di Bayrou, anche Michel Barnier aveva provato a guidare un esecutivo di compromesso, caduto però dopo appena due mesi. Ora il fallimento di Bayrou segna l’ennesimo autogol per Macron, descritto dalle opposizioni come “un presidente sconfitto” e responsabile della peggiore crisi politica della Francia moderna.

Le reazioni politiche

In Aula Bayrou ha ammonito: «Avete il potere di far cadere il governo, ma non di cancellare la realtà inesorabile». Dalla sinistra, Boris Vallaud (PS) ha definito Macron «il vero colpevole del caos istituzionale», mentre Marine Le Pen ha parlato della «fine dell’agonia di un governo fantasma».

Jordan Bardella, astro nascente del RN, ha rilanciato la richiesta di tornare alle urne: «Solo i francesi possono sbloccare l’impasse politica».

Gli scenari possibili per il governo della Francia

Adesso Macron si trova stretto tra tre opzioni:

  • Nominare un nuovo primo ministro, che difficilmente otterrebbe la fiducia in un Parlamento così diviso.
  • Sciogliere l’Assemblea nazionale e convocare elezioni anticipate, con il rischio di rafforzare ulteriormente Le Pen e la sinistra.
  • Dimettersi e aprire la strada a un nuovo presidente, come suggerito da Mathilde Panot (France Insoumise).

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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