Seguici sui social

Cinema

Heroes, la serie televisiva che tanto amavamo

È una serie televisiva andata in onda dal 2006 al 2010. Lo show passa dalle stelle alle stalle vincendo 2 Emmy, ma subendo la cancellazione dopo 4 stagioni

Pubblicato

il

Heroes Serie Televisiva
';

Serie televisiva di fantascienza andata in onda dal 2006 al 2010, Heroes è uno degli show più emblematici e controversi della recente storia televisiva. Uno Sci-Fi che dalle stelle passa alle stalle, consacrandosi come una delle migliori serie di sempre dopo una prima stagione, sin ad arrivare alla cancellazione dopo le 4 stagioni.

Prima del Marvel Cinematic Universe c’era Heroes

Sono trascorsi 12 anni dalla messa in onda del primo episodio di Heroes in Italia, lo show era visibile in chiaro su Italia 1 nel 2007 quando all’epoca lo show business non si basava sulle piattaforme streaming di oggi quali Netflix o Amazon Prime Video. Eppure ciò di cui parla Heroes è tema ricorrente del grande cinema che oggi sbanca al box office. Si potrebbe infatti azzardare che Heroes sia una bozza del Marvel Cinematic Universe, ideata come serie televisiva e accompagnata da webseries e graphic novel. Insomma, quella narrazione su multi-piattaforme che oggi tanta fortuna ha creato ai Marvel Studios. La curiosità è che anche la tematica è analoga: si parla di eroi e super-poteri.

Heroes infatti ci presenta personaggi apparentemente scollegati tra loro, la cui vita subirà cambiamenti significativi in seguito al manifestarsi di poteri straordinari.

Hiro Nakamura, simpatico impiegato aziendale, scoprirà di poter piegare lo spazio-tempo, iniziando un viaggio attraverso i luoghi e le date che lo renderà uno dei personaggi più amati di sempre nel mondo televisivo.

Peter e Nathan Petrelli sono fratelli, amici ma anche facili allo scontro, svilupperanno in maniera opposta doti straordinarie che li condurranno sullo stesso cammino dopo aver preso strade diverse nel resto della vita.

Claire Bennet invece, non solo è una delle prime eroine televisive, ma è anche un’adolescente adottata la cui giovane vita, già difficile a quell’età, si complica ulteriormente quando scopre di poter rigenerare i propri tessuti e perciò, non poter morire.

Il cammino dell’eroe

La serie televisiva si avvale di un cast corale che, a seguito di una storia appassionata e curata nei minimi particolari, ritroviamo riunito nell’epilogo della prima stagione. Questo assemblaggio non vi ricorda un tantino quello dei Vendicatori del recente Avengers Endgame?

Le stagioni di Heroes si compongono – richiamando il mondo dei fumetti – attraverso i Volumi. Il primo, intitolato Genesi, segna un degno epilogo per quella che è una delle stagioni più belle mai realizzate per il piccolo schermo. Tramite eventi e punti di non-ritorno sparsi con accuratezza nell’arco dei 23 episodi ecco come i personaggi da sconosciuti divengono collegati.

Quel filo invisibile continuamente citato nello show diventa dunque tangibile e, in base alle scelte dei personaggi, soggetto a cambiamenti.

Ma il testo implicito di Heroes si arricchisce di altre tematiche di ottima qualità: l’effetto farfalla per esempio. Quando si parla di viaggi temporali si entra sempre in logiche di sceneggiatura difficili da rendere coerenti e allo stesso tempo accattivanti per il pubblico, ma Heroes lo fa con grazia e originalità, affacciandosi anche a un aspetto filosofico nei confronti del tempo e di come le scelte lo condizionino.

Lo sciopero degli sceneggiatori del 2007

Se la prima stagione di Heroes è un puzzle dove ogni ingranaggio funziona e fa funzionare l’interno meccanismo, lo stesso non si può dire per le altre 3 stagioni. Dopo il grande successo della stagione esordiente, infatti, esce la seconda stagione (Volume II – Generazioni) che consta di soli 11 episodi.

Il numero può sembrarci perfettamente in linea con la longevità delle serie tv attuali che vediamo su Netflix, ma spostandoci indietro di 10 anni, 11 episodi per un serial sono piuttosto pochi. Un numero esiguo dovuto allo sciopero degli sceneggiatori del 2007 che, a seguito di proteste per gli scarsi salari dei lavoratori, ebbe un impatto considerevole sul mondo televisivo, influenzando notevoli serie televisive.

Oltre Heroes infatti, potremmo citare Lost, Breaking Bad e Scrubs, ma nessuna di queste fu danneggiata dallo sciopero quanto Heroes.

La seconda stagione, infatti, risulta nettamente inferiore alla prima. Inoltre, il finale risulta forzato e non del tutto convincente, proprio perché la storia doveva proseguire oltre gli 11 episodi messi in onda. Un finale che va a complicare le sorti anche delle stagioni successive, visti i continui viaggi nel tempo che, se buttati senza criterio, iniziano a confondere lo spettatore e perdere la sua attenzione vorace. L’audience infatti è letale per Heroes.

“Save the cheerleader, save the world!”

La terza stagione consta di 25 episodi suddivisi in 2 Volumi (Criminali e Fuggitivi) ma la sceneggiatura cala, così come il pathos dei personaggi, nonché “i cammini degli eroi” che ci vengono proposti.

A nulla serve intitolare il Volume V Redenzione, la serie tv non conosce il perdono tanto desiderato e dopo i 19 episodi della quinta stagione lo show viene cancellato. Nonostante un finale molto aperto, la scelta è più che saggia e razionale. A oggi, infatti, di Heroes ricordiamo con piacere e commozione una prima stagione di enorme qualità, a discapito di un escalation graduale conclusa con la cancellazione.

Stessa sorte avversa per il reboot Heroes Reborn che non riesce né ad andare avanti né tantomeno a ripercorrere i propri errori già commessi in passato, la mini-serie risulta fallimentare fin dall’inizio.

Se la prima stagione di Heroes era caratterizzata da un fulcro che spingeva i personaggi e i fan a combattere, le stagioni successive mancano di quel “Save the cheerleader, save the world!” per risultare empatici e stimolanti. La serie televisiva ovviamente ne risente, soprattutto se vista nel suo insieme.

Ma se hai visto la prima stagione di Heroes non puoi dimenticartene

Ma nonostante le avversità della serialità e la necessità di sviluppare le proprie storie a lungo raggio, la prima stagione di Heroes è godibile ancora oggi, non a caso funge da forte ispirazione per la tanto amata Sense8 prodotta da Netflix.

Una curiosità: nonostante il calo qualitativo dello show, nell’anno 2010, Heroes risultò essere, insieme a The Walking Dead (ancora in onda) la serie televisiva più piratata dell’anno. (fonte: comingsoon.it)

Nonostante i molti anni trascorsi, Heroes è un lampante esempio di come il mondo cinematografico – anche quello piccolo – sia continuamente imprevedibile e come uno show dalle stelle può sprofondare nelle stalle, passare da 2 Emmy Awards alla cancellazione. Un monito per sceneggiatori, registi e fans che potrebbero non godere della degna conclusione per una storia ricca di premesse interessanti. Nel più recente mondo delle serie televisive, d’altronde, la tanto acclamata Games of Thrones ha mancato le alte attese, offrendo un final season che ha fatto storcere il naso a critica e pubblico. Sintomo che la serie televisive trova successo come le perde.

Forse Heroes non è la serie da consigliare a un amico quest’oggi, ma la prima stagione resta una chicca che potrebbe piacere a chiunque, persino per chi ha visto questo piccolo gioiello perdere la sua brillantezza.

Nato a Belvedere Marittimo (CS) il 06/05/1994. Da sempre appassionato di scrittura e giornalismo. Scrive su quelle che sono le sue più grandi passioni: sport, media, Tv e soprattutto cinema. Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno e attualmente studente della laurea specialistica Corporate Communication & Media.

';

I più letti