Cronaca
Napoli, chiude ancora Largo Maradona: «Dal ponte dell’Immacolata l’area non sarà più fruibile»
Nuova protesta dei proprietari dopo due mesi di stop: tra sequestri contestati, incontri istituzionali e un progetto di riqualificazione già approvato dalla Soprintendenza
Largo Maradona si prepara a una nuova chiusura. L’area dei Quartieri Spagnoli divenuta uno dei luoghi più iconici di Napoli – meta quotidiana di turisti e devoti di Diego Armando Maradona – non sarà più accessibile «a chiunque» dal ponte dell’Immacolata. A comunicarlo sono stati i gestori dell’area attraverso una nota diffusa sui propri canali social.
Il sequestro delle unità mobili e lo scontro sulle licenze
La decisione arriva dopo settimane di tensioni, ricorsi e richieste rimaste senza risposta. Tutto ha avuto inizio lo scorso 14 ottobre, quando la Polizia Municipale – U.O. Avvocata – ha disposto il sequestro di due unità mobili presenti nell’area, apponendo i sigilli. I gestori sostengono però che quel provvedimento sia illegittimo: le strutture, spiegano, sarebbero «provviste di regolare licenza ambulante itinerante».
L’incontro del 20 ottobre e gli impegni presi
Nei giorni successivi il caso ha attirato l’attenzione anche della Camera di Commercio di Napoli, con una riunione convocata il 20 ottobre dal presidente Ciro Fiola alla presenza del Direttore Generale del Comune Pasquale Granata, dell’assessore Teresa Armato, della dirigente SUAP Antonietta Rubino e dei funzionari dell’Urbanistica.
In quell’occasione, raccontano i proprietari, era stato trovato un accordo: i privati avrebbero concesso al Comune l’uso pubblico dell’area, impegnandosi a sostenere interamente i costi della riqualificazione; mentre alle attività sotto sequestro sarebbe stata garantita la trasformazione della licenza itinerante in posto fisso.
Il progetto di riqualificazione e il via libera della Soprintendenza
Per rispettare gli impegni assunti, i proprietari hanno incaricato l’architetto Giuseppe Klain di redigere un progetto di riqualificazione dell’intero largo: un piano che ha già ottenuto il parere favorevole preliminare della Soprintendenza e che è pronto per essere presentato agli uffici Urbanistica ed Edilizia Privata dopo il ponte dell’Immacolata.
La visita del sindaco Manfredi e la riapertura solo temporanea
Il 29 ottobre l’area era stata riaperta al pubblico per non compromettere ulteriormente l’immagine turistica del luogo. Quel giorno anche il sindaco Gaetano Manfredi si recò sul posto, invitando ad accelerare i tempi di attuazione della riqualificazione e rassicurando sulla futura ripresa delle attività commerciali.
La protesta: «Dal ponte dell’Immacolata l’area non sarà fruibile»
Oggi, però, a distanza di quasi due mesi, tutto sembra essersi fermato. «Nonostante gli impegni assunti – si legge nella nota – l’Amministrazione Comunale nulla ha fatto per permetterci di riprendere le attività».
Da qui la decisione, definita una forma di protesta: chiudere completamente l’area al pubblico, impedendo l’accesso sia ai residenti sia ai turisti finché non verranno fornite garanzie concrete sulla riapertura delle attività e sulla gestione futura dello spazio.
Una scelta destinata a riaccendere le polemiche su uno dei luoghi più fotografati e discussi di Napoli: un’icona urbana ancora una volta al centro di tensioni amministrative, rivendicazioni commerciali e battaglie identitarie.
Nei prossimi giorni, con l’avvicinarsi del ponte dell’Immacolata, si capirà se la chiusura diventerà effettiva e quali saranno le prossime mosse del Comune su un caso che continua a far discutere nel cuore dei Quartieri Spagnoli.
