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Transizione energetica, le 7 realtà italiane che puntano sul settore green

Dal colosso Enel Green Power alle nuove frontiere dell’idrogeno e delle batterie: come aziende e utility italiane stanno guidando la svolta verde

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Pannelli solari

La transizione energetica in Italia ha smesso di essere un capitolo in un documento di programmazione per diventare una delle più grandi trasformazioni industriali del nostro tempo. È un cambiamento pervasivo, che non riguarda solo la produzione di energia, ma anche le infrastrutture che la trasportano, le tecnologie che la accumulano e le strategie con cui le imprese la adottano. “Puntare sul green” non è più una scelta etica, ma una decisione strategica fondamentale per la competitività e la resilienza del sistema Paese.

In questo scenario, numerose aziende stanno giocando un ruolo da protagonista. Questa non è una classifica, ma una vetrina di 7 realtà italiane che, da diverse angolazioni, stanno interpretando e guidando la svolta verso un’economia decarbonizzata.

  1. Enel Green Power
    È impossibile avviare una discussione sulla transizione italiana senza partire dal più grande operatore di energie rinnovabili del Paese, un vero e proprio colosso globale. EGP rappresenta la punta di diamante della strategia di Enel, con una capacità installata che spazia dall’eolico al solare, dall’idroelettrico al geotermico. La sua scommessa sul futuro del green è tangibile e si concretizza in progetti su vasta scala, come la Gigafactory 3SUN in Sicilia, destinata a diventare il più grande impianto di produzione di pannelli fotovoltaici d’Europa, un’iniziativa strategica per rafforzare la filiera continentale e ridurre la dipendenza dall’Asia.
  2. ERG
    La storia di ERG è l’emblema di cosa significhi “puntare sul settore green”. L’azienda ha compiuto una delle più radicali e riuscite trasformazioni industriali in Europa, evolvendo da un operatore petrolifero a un produttore indipendente di energia da fonti rinnovabili leader a livello continentale. Questa transizione, completata con la cessione degli ultimi asset termoelettrici, non è stata un semplice riposizionamento, ma una scelta strategica netta. Oggi ERG è un puro “wind & solar company”, con un modello di business focalizzato sullo sviluppo, la costruzione e la gestione di parchi eolici e fotovoltaici, a dimostrazione che un futuro energetico sostenibile è anche un solido investimento economico.
  3. Sunpark
    Se i grandi player definiscono la strategia macro, la transizione si realizza concretamente grazie ad aziende che operano sul territorio, a stretto contatto con il tessuto produttivo. SUNPARK si inserisce in questo snodo cruciale, agendo come partner operativo per le imprese italiane che scelgono l’autosufficienza energetica. In qualità di fornitore e installatore di soluzioni “chiavi in mano”, con una specializzazione in impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo per il settore commerciale e industriale, Sunpark rappresenta l’anello di congiunzione fondamentale che traduce in realtà la transizione a livello aziendale. Il suo ruolo è quello di rendere accessibile e funzionale la tecnologia, un compito essenziale per la decarbonizzazione diffusa del sistema economico.
  4. Terna
    Un futuro alimentato da sole e vento è possibile solo se esiste un’infrastruttura di rete in grado di gestirne la complessità. In questo, Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, gioca un ruolo da protagonista assoluto. La scommessa di Terna sul green è tecnologica e infrastrutturale: l’azienda sta investendo miliardi per creare una “smart grid” nazionale, una rete intelligente e digitalizzata. Attraverso l’uso di sensori, intelligenza artificiale e sistemi di accumulo, Terna sta costruendo l’autostrada elettrica del futuro, un’infrastruttura resiliente capace di bilanciare la produzione non programmabile delle rinnovabili e garantire la stabilità e la sicurezza del sistema.
  5. Snam
    La transizione non riguarda solo gli elettroni, ma anche le molecole. Snam, leader europeo nel trasporto e stoccaggio di gas naturale, sta puntando con decisione sui “gas verdi” per decarbonizzare la propria infrastruttura. La sua strategia si concentra su due vettori principali: il biometano, un gas rinnovabile prodotto da scarti organici e agricoli, e l’idrogeno. Snam sta investendo per rendere la propria vasta rete di gasdotti “hydrogen-ready”, ovvero pronta a trasportare idrogeno verde prodotto da fonti rinnovabili. Questa visione trasforma un’infrastruttura tradizionale in un asset strategico per il futuro energetico.
  6. FAAM (Seri Industrial)
    L’intermittenza di sole e vento rappresenta la sfida principale delle rinnovabili. La soluzione sta nell’accumulo di energia, e FAAM, parte del gruppo Seri Industrial, è una delle realtà italiane in prima linea in questo settore cruciale. L’azienda è specializzata nella produzione di batterie, in particolare quelle agli ioni di litio, essenziali non solo per la mobilità elettrica ma anche per i sistemi di storage stazionario che affiancano i parchi fotovoltaici ed eolici. Puntare sulla creazione di una filiera nazionale delle batterie, incluso il riciclo dei materiali, è una scelta strategica per la sicurezza energetica del Paese.
  7. A2A
    In qualità di una delle principali multi-utility italiane, A2A interpreta la transizione energetica in un’ottica più ampia, quella dell’economia circolare. La sua scommessa sul green non si limita alla produzione di energia da fonti rinnovabili, ma integra questo sforzo con la gestione sostenibile dei rifiuti, lo sviluppo del teleriscaldamento e la promozione della mobilità elettrica. Questo approccio olistico, che vede la città come un ecosistema da rendere sempre più sostenibile, dimostra come la transizione energetica sia strettamente connessa a un modello di sviluppo che mira a non sprecare risorse e a valorizzare ogni scarto.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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