Cronaca
Nocera Superiore, rubata la cassettina delle preghiere nella chiesa di San Michele Arcangelo
Il fatto è avvenuto mercoledì sera davanti all’immagine di San Carlo Acutis: la parrocchia lancia un appello alla restituzione delle intenzioni affidate dai fedeli nella chiesa di San Michele Arcangelo
Un episodio che ha colpito profondamente la comunità parrocchiale di Nocera Superiore. Nella serata di mercoledì, intorno alle ore 19:20, all’interno della Parrocchia di San Michele Arcangelo è stata sottratta la cassettina delle intenzioni di preghiera collocata davanti all’immagine di San Carlo Acutis.
La cassettina, utilizzata quotidianamente dai fedeli per affidare al santo le proprie intenzioni di preghiera, conteneva numerosi foglietti scritti a mano e alcune offerte, per un importo definito dalla parrocchia come simbolico e di pochi euro. Un danno materiale minimo, ma un gesto che assume un peso ben più rilevante sul piano umano e spirituale.
Nocera Superiore, la parrocchia San Michele Arcangelo: “Restituite la cassetta con le preghiere”
Secondo quanto riferito dai responsabili della parrocchia, le telecamere di videosorveglianza presenti sia all’interno che all’esterno della chiesa avrebbero ripreso, a volto scoperto, la persona che ha compiuto il gesto. Al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli, ma la comunità ha scelto la via dell’appello pubblico.
Attraverso una nota, la parrocchia di San Michele Arcangelo si rivolge direttamente alla persona che ha sottratto la cassettina, invitandola a restituirla insieme ai fogli con le intenzioni di preghiera, anche in forma anonima. L’obiettivo non è il recupero delle offerte, quanto piuttosto la restituzione di quei messaggi personali, affidati con fede e discrezione da chi si reca in chiesa per cercare conforto.
«Questo gesto – si legge nell’appello – ha mancato di rispetto non solo al luogo sacro, ma anche alle persone che affidano con fede le proprie intenzioni di preghiera». Parole che restituiscono il clima di amarezza, ma anche la volontà di affidarsi al senso di coscienza e al buon senso di chi ha compiuto l’atto.
