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Cronaca

Avellino e le Polveri Sottili, Francesco Graziano: “C’è bisogno di un controllo capillare e dell’impegno dei cittadini”

Abbiamo parlato con il fondatore della pagina Facebook “Aria di Avellino” nonché attivista per capire la reale portata del problema, le cause e le possibili soluzioni da mettere in campo per contrastare le elevate concentrazioni di pm10 che rendono dannosa l’aria che si respira nel capoluogo irpino e nella Valle del Sabato

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Montagna di Montevergine
Foto: MVOBSV Mt. Vergine Observatory

Le elevate concentrazioni di polveri sottili rappresentano un’emergenza che coinvolge la città di Avellino e la Valle del Sabato. Il monitoraggio scarseggia ma, grazie all’impegno di diverse associazioni, si riescono a raccogliere quotidianamente dei dati, che delineano un quadro molto preoccupante.

Per questo motivo abbiamo fatto due chiacchiere con Francesco Graziano, fondatore della pagina Facebook “Aria di Avellino“, che si occupa di riportare e rendere accessibili i dati raccolti dalle centraline dell’ARPAC nella città capoluogo e nell’hinterland.

Avellino e le Polveri Sottili, intervista a Francesco Graziano di “Aria di Avellino”

Innanzi tutto, con la tua pagina “Aria di Avellino”, di cosa ti occupi?

La pagina è nata a gennaio 2020 per dare una mano alle varie associazioni che si occupano di questo tema. Non faccio altro che raccogliere i dati dell’ARPAC e divulgarli in modo fruibile e accessibile a tutti“.

Quali sono le concentrazioni di riferimento per avere un’aria “vivibile”?

Per la legge italiana, 50 mg/m3 è il limite di pm10, oltre questa soglia si parla di sforamento. Invece l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato in 20 mg/m3 il limite, e per il momento siamo già a quota 19 sforamenti su 35 concessi nell’arco di un anno“.

Qual è la situazione ad Avellino e nella Valle del Sabato?

La situazione nella nostra valle è abbastanza preoccupante, per diverse cause: la conformazione territoriale contribuisce al facile deposito degli inquinanti e le condizioni atmosferiche stabili non fanno altro che acuire il problema. Non avendo una buona ventilazione, le polveri sottili tendono a ristagnare e ad accumularsi. Un esempio è la scorsa settimana dove, con un tempo stabile si sono registrati livelli di pm10 superiori alle 100 unità; mentre quando sono subentrati i venti di grecale, si è scesi rapidamente sotto la soglia di allarme“.

Quali sono le possibili cause? Le varie iniziative, come le targhe alterne e le domeniche ecologiche, non hanno sortito dei grandi effetti nel contrastare questa problematica. Inoltre sono interessanti i dati registrati durante il lockdown di marzo e aprile dove, nonostante il traffico fosse prossimo allo zero, ci siano stati degli sforamenti.

Non lo sappiamo con precisione. Secondo il mio parere, è sbagliato dire che il problema sia ascrivibile a una singola situazione. Con il lockdown abbiamo sfatato un mito, escludendo che il traffico sia l’unica causa della grande presenza di polveri sottili. Lo smog c’è, ma da solo non spiega tutto. Le cause residue sono un combinato degli abbruciamenti, delle emissioni industriali e dei riscaldamenti domestici“.

In virtù di questo, come si potrebbe agire?

Il punto è che non possiamo conoscere i dettagli fino a quando non avremo un monitoraggio capillare. Ad oggi abbiamo solo due centraline dell’ARPAC che però riportano le medie giornaliere dei livelli di polvere registrati e sono posizionate a poca distanza l’una dall’altra. Per questo abbiamo apprezzato tantissimo il lavoro che sta facendo l’Osservatorio di Montevergine, che ha introdotto una grande novità: è possibile consultare i dati riguardanti le concentrazioni di pm10 e pm2,5 in tempo reale“.

Come mai c’è questa passività da parte delle amministrazioni locali?

Da molto tempo sollecitiamo le amministrazioni della Valle del Sabato e di Avellino. Quest’ultima ha accolto nel mese di gennaio la nostra proposta, ma il punto è che più tempo passa e peggio è. Inoltre abbiamo firmato, insieme ad altre 30 associazioni, la richiesta diretta a 15 sindaci per l’installazione delle centraline di monitoraggio. Un appello andrebbe fatto ai cittadini, poiché è un problema che non esclude nessuno“.

Nato ad Avellino nel maggio '95 è un giornalista, attivista antimafia e talvolta scrittore un po' troppo malinconico. Grande appassionato di sport, divoratore di libri e ascoltatore incallito dei Pearl Jam.

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