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Salerno, la grammatica all’Unisa con il presidente onorario della Crusca Sabatini

Il linguista è intervenuto in un seminario che si è tenuto stamane nell’ateneo campano. “Il professore d’italiano è il professore del cervello!”

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Francesco Sabatini
foto: palazzoducale.genova.it

La grammatica, malgrado la sua fama di scienza inutile, è indispensabile nelle scuole poiché permette all’uomo di sviluppare due importanti meccanismi cerebrali: lettura e scrittura”. Così Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, apre il suo intervento all’Università degli Studi di Salerno in occasione della giornata inaugurale del polo salernitano relativo al progetto “I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale”.

Una lectio magistralis quella del professore Sabatini che ha coinvolto il variegato uditorio dell’aula “Guido Sodano” (Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) composto da studenti e docenti di italiano, scienze naturali, matematica e fisica.

L’intervento dal titolo “Grammatica e testi: due percorsi da collegare” si è soffermato su due grandi momenti didattici, grammatica e letteratura, e sulle modalità di presentazione di questi nelle scuole di ogni ordine e grado.

Unisa, il presidente della Crusca Sabatini: “La grammatica è fondamentale”

Stando alle parole di Sabatini, la grammatica è una scienza che l’uomo sviluppa per naturale evoluzione e per necessità: “È una realtà indispensabile e vitale. Essa rappresenta un meccanismo innato che consente ad un bambino di reagire ad uno stimolo e quindi di parlare. Il bambino dunque possiede già nel proprio cervello il meccanismo grammaticale e non fa altro che rispettarlo. Tuttavia, è solo andando a scuola e proseguendo nello sviluppo del meccanismo grammaticale che può unire alla capacità di parlare anche quella di leggere e scrivere. Infatti la scuola è nata dopo l’invenzione della scrittura e quindi dall’esigenza di sviluppare altri meccanismi grammaticali presenti in altre zone del cervello”.

Un prezioso excursus intorno alle origini neuro-cerebrali del complesso sistema delle norme che regolano la nostra lingua, quello di Sabatini, che ha coinvolto anche il ciclo di studi superiori: “L’importanza dell’insegnamento delle strutture grammaticali è indispensabile anche ad un livello superiore di studi. Infatti schematizzando le principali strutture si porta lo studente ad individuare la gamma delle possibili forme che può assumere la nostra lingua: scientifica, poetica, narrativa, televisiva, giornalistica, cinematografica, teatrale. Dalla conoscenza delle strutture alla base di queste forme si possono comprendere quindi i loro scopi comunicativi, le loro finalità, e ciò è fondamentale per ogni individuo”.

Inevitabile, a questa altezza, il riferimento alla proposta di ridurre il ciclo di studi superiori da 5 a 4 anni:  “È una scelta poco saggia. Bisognerebbe diluire meglio e in modo funzionale gli insegnamenti, non tagliarli o ridurli”.

Salerno, Sabatini all’Unisa: “Il professore d’italiano è professore del cervello!”

Successivamente, entrando nel merito della proposta didattica, il professor Sabatini ha affermato: “La scuola primaria non dovrebbe partire dalla grammatica ma dallo stadio preliminare della lingua: tradurre il segno grafico in suono e il suono in segno grafico e solo dopo dirigersi verso l’analisi grammaticale. In un periodo di sviluppo successivo, rappresentato dall’accesso al mondo dei testi delle scuole superiori lo studente affina la propria formazione culturale arricchendola con riflessioni sui grandi momenti letterari e subordinando lo studio della grammatica a quello della letteratura. Tuttavia, nel triennio conclusivo degli studi superiori è necessario continuare ad insistere, con modalità maggiormente riflessive, sul meccanismo grammaticale. A questa altezza è sicuramente importante il momento ermeneutico sui grandi temi letterari ma questo non può prescindere dalla totale padronanza delle strutture grammaticali e quindi dalla totale comprensione del funzionamento dei meccanismi scientifici che regolano le frasi che, a loro volta, sono elementi della narrazione e della poesia.

Concludendo in maniera circolare il proprio intervento, Sabatini è ritornato sull’importanza della conoscenza grammaticale definendo la grammatica e più specificatamente il verbo come il momento di più alta formazione individuale ovvero: “lo sforzo mentale, tradotto in segni, per raggiungere uno scopo del ragionamento”; la conseguenza allora vien quasi da sé e porta Sabatini ad affermare: “Il professore d’italiano è professore del cervello!”

Classe 1995. Laureato in Lettere Moderne e attualmente iscritto alla laurea magistrale binazionale italo-tedesca "LIDIT" (Linguistica e Didattica dell'Italiano nel contesto Internazionale). Giornalista di Cronache del Sannio, addetto stampa e responsabile cultura di ASC Confcommercio. Collabora con Teatri e Culture, Derivati Sanniti e PalcoscenicoCampania. Allievo dei corsi di Canto e Recitazione dell'Accademia di Santa Sofia e membro dell'Associazione Giovanile Thesaurus.

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