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Fisco, come si fa la rettifica nella dichiarazione dei redditi: la guida chiara per non sbagliare

Dal 730 integrativo al Modello Redditi correttivo: tutte le opzioni per correggere errori, recuperare rimborsi o evitare sanzioni, con scadenze e istruzioni passo passo

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Compilare la dichiarazione dei redditi non è mai un’operazione semplice. Tra CU, detrazioni, oneri deducibili e dati precompilati, anche chi si affida a un CAF o a un commercialista può trovarsi, a distanza di settimane o mesi, a scoprire un errore. Per fortuna, in molti casi è possibile intervenire e correggere. Il nome tecnico è rettifica della dichiarazione dei redditi. Ma come funziona davvero?

In questo articolo spieghiamo in modo chiaro e pratico come fare la rettifica, quali sono i tempi da rispettare e cosa cambia tra 730 e Modello Redditi.

Cosa significa rettificare la dichiarazione dei redditi

Con rettifica si intende la possibilità, prevista dalla legge, di modificare una dichiarazione già inviata all’Agenzia delle Entrate, correggendo errori o inserendo dati che mancavano.

Gli errori possono riguardare:

  • omissioni di redditi o spese deducibili/detraibili;
  • dati anagrafici o familiari errati;
  • doppie certificazioni (es. due CU per due lavori nello stesso anno);
  • errata indicazione del sostituto d’imposta o del coniuge.

In base a cosa è stato sbagliato e quando ce ne si accorge, si potrà scegliere la modalità di rettifica più adatta.

Rettifica del 730: integrativo o rettificativo?

Il modello 730, utilizzato da lavoratori dipendenti e pensionati, è quello che più frequentemente necessita di rettifiche.

Ci sono due principali modalità per correggerlo:

730 integrativo

Va presentato se:

  • emergono nuovi dati o documenti (es. spese sanitarie non inserite);
  • la rettifica comporta un rimborso maggiore o un debito minore.

Scadenza: entro il 25 ottobre dell’anno di presentazione.

Nota: deve essere presentato tramite un CAF o un professionista abilitato, non può essere inviato direttamente dal contribuente.

730 rettificativo

Serve quando:

  • l’errore è stato commesso dal CAF/professionista nella compilazione;
  • non sono stati aggiunti nuovi documenti;
  • si vuole correggere un dato materiale (es. un importo sbagliato, un codice errato).

Scadenza: di solito entro novembre, ma varia ogni anno.

Se hai usato il Modello Redditi (ex Unico)

Chi non può usare il 730 (es. professionisti, titolari di partita IVA, chi ha redditi esteri) presenta il Modello Redditi Persone Fisiche. Anche in questo caso si può correggere l’invio, ma le opzioni cambiano:

Dichiarazione correttiva nei termini

Se ti accorgi dell’errore prima della scadenza ordinaria, puoi inviare un nuovo Modello Redditi che sostituisce il precedente.

Scadenza: solitamente 31 ottobre.

Dichiarazione integrativa

È la modalità da usare dopo la scadenza, quando si scopre un errore che:

  • comporta un maggior credito per il contribuente;
  • oppure un minor debito (più raro, ma possibile);
  • o anche un debito maggiore (in questo caso servono ravvedimento e sanzioni ridotte).

Scadenza: entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione (es. per la dichiarazione 2024, si ha tempo fino al 31 dicembre 2029).

Come fare la rettifica

Tutto dipende dal modello usato e dal tipo di correzione.

  1. Per il 730 precompilato (fatto da te):
    • Accedi con SPID/CIE/CNS al sito Info Precompilata
    • Vai alla sezione “Dichiarazioni inviate”
    • Seleziona “730 integrativo” o “nuova dichiarazione correttiva” a seconda dei casi
  2. Se ti sei rivolto a un CAF o a un professionista:
    • Devi tornare da loro e richiedere un 730 integrativo o rettificativo (dipende dal caso)
    • Saranno loro a trasmettere la nuova dichiarazione
  3. Per il Modello Redditi:
    • Entra nella tua area riservata sul sito dell’Agenzia
    • Scegli “Modello Redditi Web” o usa un software dedicato
    • Invia una correttiva (se sei ancora nei termini) o un’integrativa

Ci sono sanzioni per la rettifica?

Dipende dal momento in cui si fa la correzione:

  • Correttiva nei termini: nessuna sanzione. Il nuovo modello sostituisce il vecchio.
  • Integrativa a favore: nessuna sanzione, ma il rimborso può arrivare più tardi.
  • Integrativa a sfavore (debito maggiore): è necessario applicare il ravvedimento operoso, che permette di ridurre le sanzioni.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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