Salute
Tisana alla canapa ritirata dal mercato: scatta il maxi richiamo del Ministero della Salute
Alcuni prodotti, tra cui della birra alla canapa, sono stati ritirati per la presenza di un Novel Food non autorizzato. Ecco cosa sapere e come comportarsi
Il Ministero della Salute ha pubblicato un avviso di richiamo alimentare riguardante diverse tisane alla canapa e una birra aromatizzata alla canapa, ritirate dal mercato per la presenza di un “Novel Food” non autorizzato. La comunicazione ufficiale, diffusa con un certo ritardo rispetto ai provvedimenti di agosto, rientra nella normale attività di controllo e prevenzione sanitaria svolta dall’autorità competente.
Ritirate diverse tisane alla canapa e una birra artigianale
Secondo quanto riportato nel portale dedicato ai richiami alimentari del Ministero della Salute, il provvedimento riguarda sette prodotti complessivi: sei tisane alla canapa e una birra alla canapa distribuite con marchi differenti.
Le tisane sono state confezionate in diverse varianti di gusto, tra cui combinazioni con ribes nero, alchemilla, arancia e cannella, timo e malva, liquirizia e finocchio. Tutti i lotti e i termini minimi di conservazione (TMC) risultano coinvolti nel richiamo.
Il motivo del richiamo: presenza di Novel Food non autorizzato
Alla base della decisione del Ministero vi è la presenza di un Novel Food non autorizzato. Si tratta di sostanze o ingredienti che, secondo la normativa europea (Regolamento UE 2015/2283), non erano utilizzati in misura significativa come alimento nell’Unione Europea prima del 15 maggio 1997 e che necessitano di una specifica autorizzazione prima dell’immissione in commercio.
Nel caso delle tisane alla canapa, l’allerta riguarda estratti e derivati della pianta non ancora autorizzati come ingredienti alimentari. Sebbene la canapa industriale sia legalmente coltivabile e impiegata in diversi ambiti (cosmetica, tessile, alimentare), la normativa resta particolarmente stringente quando si tratta di parti della pianta contenenti cannabinoidi, anche in tracce.
Le raccomandazioni del Ministero ai consumatori
A scopo precauzionale, il Ministero raccomanda ai consumatori di non utilizzare le tisane e la birra interessate dal richiamo. Chi avesse acquistato i prodotti segnalati è invitato a restituirli presso il punto vendita dove sono stati acquistati, così da ottenere il rimborso o la sostituzione.
Le autorità sanitarie precisano che, pur in assenza di segnalazioni di intossicazioni o effetti avversi, la misura si è resa necessaria per mancanza di autorizzazione all’uso dell’ingrediente, non per contaminazione microbiologica o chimica.
Un ritardo nella pubblicazione degli avvisi
Un aspetto rilevante riguarda i tempi di comunicazione. I provvedimenti di ritiro dal commercio, infatti, risalgono ad agosto 2025, mentre la pubblicazione ufficiale degli avvisi di richiamo sul sito del Ministero è avvenuta solo all’inizio di ottobre.
Il ritardo, stimato in quasi due mesi, ha sollevato interrogativi sul sistema di tempestività delle notifiche, elemento cruciale per la tutela dei consumatori e la trasparenza delle informazioni in materia alimentare.
Richiami alimentari in crescita nel 2025
Il caso delle tisane alla canapa ritirate dal mercato si inserisce in un contesto di crescente attenzione sui controlli alimentari. Dall’inizio del 2025, secondo i dati riportati da Il Fatto Alimentare, sono già stati pubblicati oltre 200 richiami ufficiali, per un totale di quasi 500 prodotti di marchi e categorie differenti.
Si tratta di numeri che confermano l’efficienza del sistema di monitoraggio, ma che al tempo stesso evidenziano criticità nella gestione delle nuove formulazioni alimentari, soprattutto per quei prodotti che si collocano a cavallo tra alimentazione naturale, integratori e bevande funzionali.
Cosa significa Novel Food e perché serve cautela
Il termine Novel Food identifica tutti quegli alimenti o ingredienti innovativi non consumati in modo significativo prima del 1997. Possono comprendere estratti vegetali, nuove fonti di proteine, ingredienti derivati da microrganismi o piante.
Ogni Novel Food deve passare attraverso un processo di valutazione scientifica da parte dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), che analizza sicurezza, composizione e potenziali effetti sul metabolismo umano.
Nel caso specifico, la canapa è un ingrediente complesso: non tutte le sue parti (semi, foglie, fiori, estratti) sono ammesse per uso alimentare. Gli oli derivati dai semi, ad esempio, sono legali, mentre estratti contenenti cannabinoidi o fitocomposti attivi necessitano di approvazione individuale.
Un richiamo che riaccende il dibattito sui prodotti alla canapa
L’episodio riporta l’attenzione sulla regolamentazione dei prodotti alla canapa nel mercato alimentare. Da anni il settore cresce in maniera significativa, sostenuto dall’interesse per prodotti naturali e funzionali. Tuttavia, la mancanza di un quadro normativo uniforme continua a creare incertezze sia per le imprese sia per i consumatori.
Il confine tra alimenti, integratori e prodotti di libera vendita rimane infatti sottile, e ogni variazione nella composizione o nell’origine della materia prima può comportare l’obbligo di autorizzazione specifica.
