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Acquisto anabolizzanti, quando è reato: cos’è la ricettazione, cosa dice la Cassazione

Comprare sostanze di questo genere al di fuori dei canali legali può rientrare nella ricettazione. Ecco cosa dice la legge a tal proposito

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Pillole Farmaci
foto di repertorio

Rischia l’accusa di ricettazione il soggetto che acquista anabolizzanti al di fuori dai canali legali (ad esempio su internet), anche nel caso in cui l’acquisto è finalizzato a soddisfare un bisogno personale come quello di incrementare la massa muscolare. È quanto afferma la Suprema Corte di Cassazione, che, superando il precedente e più favorevole orientamento, si è attestata, negli ultimi anni, su un indirizzo interpretativo più restrittivo.

Anabolizzanti, cosa si intende per ricettazione: ecco quando si configura il reato

In base a quanto stabilito dall’art. 648 c.p., la ricettazione è un reato che si configura quando l’agente, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve o occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, al quale egli non abbia partecipato, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere e occultare.

Presupposto di tale reato è che anteriormente a esso sia stato commesso un delitto al quale il ricettatore non abbia partecipato.
Scopo della norma è quello di impedire che, una volta realizzato un delitto, persone diverse da coloro che lo hanno commesso traggano vantaggio dalle cose provenienti dallo stesso, evitando che, attraverso la successiva circolazione del bene, possa venire ostacolata l’identificazione del colpevole.

Acquisto anabolizzanti, cosa dice la Suprema Corte?

La seconda Sezione penale della Corte di Cassazione, nella sentenza n. 2640 del 19 gennaio 2017, discostandosi dal precedente e più favorevole orientamento, ha rilevato che “Al fine dell’integrazione del reato non è essenziale l’effettivo conseguimento del profitto in quanto lo scopo dell’incriminazione è quello di reprimere il possesso di una cosa di provenienza delittuosa, quando l’agente sia a conoscenza di tale provenienza e voglia comunque ricavarne dal possesso una qualsiasi utilità o vantaggio e che il bene giuridico tutelato non è la salute, protetta, nel caso di specie dal reato presupposto, bensì l’interesse patrimoniale e l’amministrazione della giustizia, perché l’esigenza sottesa all’incriminazione di ricettazione è quella di vietare la circolazione delle cose di provenienza criminosa”.

Acquisto anabolizzanti, cosa è cambiato con il nuovo indirizzo giurisprudenziale

Sulla base di queste coordinate interpretative, il Supremo Collegio ha quindi ritenuto che configuri il reato di ricettazione l’acquisto di sostanze dopanti ancorché finalizzato ad un’assunzione personale per finalità meramente estetiche.

Cosa è cambiato? A seguito del nuovo indirizzo giurisprudenziale, l’ambito di operatività della fattispecie incriminatrice di cui all’art. 648 c.p. si estende, di fatto, a tutte quelle condotte di acquisto di anabolizzanti al di fuori dei canali legali, a prescindere dal conseguimento o meno di una utilità di carattere patrimoniale.

Nato a Vico Equense il 26 Aprile 1990, è un giovane avvocato specializzato in diritto penale e tributario. Laureato in Giurisprudenza nel 2016 presso l’Università di Napoli Federico II, e nel 2019 in Management presso l’Università delle Camere di Commercio di Roma. Ambizioso, determinato, ed empatico nei rapporti umani, da sempre attivo nel campo del volontariato e della promozione sociale, schierato accanto dei più deboli per la tutela dei loro diritti. Inguaribile viaggiatore, amante dell’arte e del buon cibo italiano.

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