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Referendum canapa legale, è boicottaggio da parte di 1400 Comuni: l’appello a Mattarella

I promotori del quesito referendario si appellano al capo dello Stato: “Ci rivolgiamo a lei, garante dei diritti fondamentali della Costituzione”. Ed è previsto uno sciopero della fame

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Sergio Mattarella Presidente
Foto: Zetanews.it

La raccolta firme per il referendum sulla cannabis legale, iniziata l’11 settembre 2021, ha sin da subito avuto un’adesione straordinaria, grazie anche allo strumento della firma digitale. In pochissimo tempo, già dopo una sola settimana, sono state raccolte 500.000 firme online.

Il 22 settembre il comitato promotore ha richiesto ai comuni italiani di inviare i certificati elettorali dei firmatari in formato digitale. È proprio qui che si è arrestata la corsa verso la deposizione delle firme.

Referendum cannabis legale, i dettagli sul boicottaggio dei comuni inadempienti

Le amministrazioni comunali avrebbero dovuto rispondere entro quarantotto ore dall’invio della richiesta, cioè entro il 24 settembre. La scadenza però non è stata rispettata, ad oggi, da ben 1.400 comuni italiani su un totale di 7.904 comuni. Entro il 30 settembre vanno consegnate in Cassazione le 600.000 firme con annessi certificati. L’assenza di parte di questi renderà vani tutti gli sforzi per arrivare alla quota prestabilita di firme in un lasso di tempo davvero irrisorio. 

Il 25 settembre il comitato promotore del Referendum ha diffidato i 1.400 comuni che, non rispondendo alla richiesta dei certificati elettorali, stanno di fatto rallentando e mettendo in pericolo la buona riuscita della deposizione delle firme. 

Il 26 settembre i promotori del referendum hanno scritto e pubblicato una lettera indirizzata al presidente Mattarella, che riportiamo di seguito. 

“Ci rivolgiamo a Lei, garante dei diritti fondamentali della Costituzione, perché sia impedita una violazione della volontà di 600.000 cittadine e cittadini che hanno sottoscritto una richiesta di referendum per cancellare alcune norme della legge antidroga 309/90”.

Come si apprende, dalla mezzanotte di domenica 26 settembre Marco Perduca, Marco Cappato dell’Associazione Luca Coscioni, Franco Corleone di Società della Ragione, Riccardo Magi di +Europa, Leonardo Fiorentini di Forum Droghe, Giulia Crivellini di Radicali Italiani, inizieranno uno sciopero della fame per accompagnare “tutte le azioni giudiziarie in atto per scongiurare il boicottaggio del referendum cannabis”.

“In conseguenza dello stato di emergenza sanitaria – si legge ancora nell’appello al capo dello Stato – è stato previsto uno slittamento dei termini della procedura” per la raccolta delle firme” al 31 ottobre. Un’interpretazione capziosa ritiene non applicabile questa previsione a chi, come noi, ha depositato la richiesta in Cassazione nel mese di settembre. La discriminazione è palese e accecante. Il Parlamento e il Governo si rifiutano di dare un’interpretazione limpida della nuova norma. Avendo raccolto legittimamente il numero sufficiente di adesioni potremmo presentare il quesito nei termini previsti di fine settembre”, aggiungono, “se i comuni rispettassero il dettato imperativo di consegnare la certificazione elettorale entro 48 ore dalla richiesta”.

“Mancano quattro giorni all’assassinio della democrazia. Ci rivolgiamo a Lei, perché richiami con severità e autorevolezza il Governo a rispettare la legge, senza odiose discriminazioni, e a consentire alle supreme Corti di compiere con serenità gli esami di ammissibilità”, l’appello a Mattarella.

Nata a Nocera Inferiore il 3 dicembre 2000, è giornalista praticante presso ZetaNews. Diplomata al Liceo Classico "Marco Galdi" nel 2019, dallo stesso anno è studentessa di Lettere Classiche presso l’Università degli studi di Salerno. Appassionata di scrittura creativa, ha partecipato a diversi concorsi letterari: nel 2016 si è classificata terza al concorso “le parole sono ponti” e nel 2019 si è classificata seconda al Premio Badia di Cava De’ Tirreni. Ama i libri, l’arte e raccontare le ingiuste condizioni del patrimonio artistico della città in cui vive. “Figlia” del Pirandello giornalista, cerca di non fermarsi mai alla narrazione superficiale degli eventi. «E mentre il sociologo descrive la vita sociale qual essa risulta dalle osservazioni esterne, l’umorista armato del suo arguto intuito dimostra, rivela come le apparenze siano profondamente diverse dall’essere intimo della coscienza degli associati». (Pirandello, saggio sull’umorismo)

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