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Intervista a Matteo Campese di RadioFreccia: speaker e scrittore Contro Vento

Una lunga e piacevole chiacchierata, parlando dei sogni ed ambizioni che pian piano stanno divenendo realtà

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Nessuno di RadioFreccia
Foto: pagina Facebook Matteo Campese
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Diretto, determinato, come chi ha ben chiaro l’obiettivo ed in fondo sa che lo raggiungerà. Ecco come si presenta Matteo Campese, alias “Nessuno“, speaker radiofonico per RadioFreccia e scrittore. Mai banale, conciso ed artista polivalente, perché definirlo sotto un unico appellativo sarebbe riduttivo.

In una lunga intervista, ha raccontato dei suoi sogni di quando attraversando quella stazione fissava il murales che, quasi come uno scherzo del destino, è divenuto la musa ispiratrice per il suo nuovo libro. L’arrivo da ragazzo semplice negli studi di RTL 102.5, con l’umiltà di chi vuole solo apprendere il prima e subito possibile.

Fino ad arrivare alla sua ultima creatura: “Contro il vento, Alta è la sua Fronte”. Libro che lo sta portando in giro per l’Italia e sotto le luci dei riflettori.

Intervista a Matteo Campese: dagli esordi in radio alla pubblicazione del libro

33 anni di età, Matteo Campese si è raccontato a ZetaNews con grande entusiasmo.

Innanzitutto, i primi passi che hai mosso nella radio. Cosa ti ha spinto a tuffarti in questo mondo? “La passione per la radio è nata quando facevo un altro lavoro. Dopo essermi laureato ed aver conseguito un master, lavoravo nell’ufficio marketing delle terme di Salsomaggiore. All’epoca durante le pause, nei momenti buchi, guardavo su internet i video di Fiorello e mi dicevo: “arrivare a fare quello che fanno loro è un’utopia, però mi piacerebbe quella sensazione lì”. Per quel motivo ho iniziato a frequentare un’accademia radiofonica, l’Accademia ZeroNove. Mi svegliavo all’alba, prendevo il trenino e andavo avanti e dietro per fare le prove. Da lì ho capito, ho scoperto la mia passione per la radio”.

Matteo Campese RadioFreccia, lo speaker racconta la sua esperienza

Il tuo grande palcoscenico fino ad oggi è stato RadioFreccia, come ci sei arrivato? “Eh ci sono arrivato sudando e combattendo parecchio, perché le occasioni e le opportunità per fare radio sono poche. Ho fatto prima un sacco di gavetta e ho partecipato anche ad RDS Academy. All’epoca facevo parte di RadioZeta, che fu accorpata da RTL102.5, e cercavano delle voci nuove. Inviai il mio provino ed andò bene. Iniziai con un programma nella fascia che va da mezzanotte alle tre. In seguito quando è nata RadioFreccia mi ci sono tuffato”.

Matteo Campese RTL, da dove nasce lo pseudonimo “Nessuno”

Nella radio della famiglia di RTL 102.5 sei conosciuto come “Nessuno“. Come nasce questo pseudonimo? “Se vuoi potrei darti la storia figa del richiamo ad Ulisse, che suona benissimo. Ma la verità è molto più semplice: RadioFreccia quando è nata, si facevano i test, le prove, per passare dal web all’fm, si chiamava ancora RTL Rock. In quel periodo si andava già in onda e gli speaker facevano delle prove. La prima volta che stavo per entrare ed iniziare la diretta, stavano tutti cercando uno pseudonimo, che non avevo ancora. Mi dissi: mi chiamo Matteo e per il momento andiamo avanti così. Prima di me c’era in onda Tobia, e ad un certo punto si spegne tutto. L’incubo peggiore per chi fa radio. Mi chiesi allora: adesso quelli che stanno ascoltando chi sentono in onda? Nessuno. Ed ecco, perché io sarò quello che ci sarà in ogni caso”.

Seguendoti, ti ho sentito spesso nominare il boss Bruce Springsteen come tua fonte di ispirazione: Mi ha salvato la vita. Da lì nasce anche il mio libro. Era un periodo della mia vita nel quale volevo far diventare la radio il mio lavoro, ero convinto di saperlo fare, ma tra l’essere convinto e farlo ce ne passa. La svolta è arrivata al suo concerto di San Siro nel 2016. Sono uscito da quel concerto che potevo illuminare una città. Dal palco mi ha mostrato l’attitudine per affrontare qualsiasi cosa nella vita. Io sperdo di fare in radio come Bruce fa sul palco, ovvero essere credibili, onesti”.

Matteo Campese Libro, tutto su “Contro il vento, alta è la sua fronte”

Arriviamo quindi al tuo ultimo lavoro, il libro dal nome “Contro il vento, alta è la sua fronte“. Scriverlo per te è stata quasi un’esigenza, un qualcosa che ti pulsava dentro e doveva uscire assolutamente? “Si, è la necessità di mettere su carta una sensazione di frustazione, di rabbia, di difficoltà. Voglia di rivincita, di riscatto. Attraverso la storia di questo soldato ho cercato di raccontarla”.

È un titolo molto particolare, da dove nasce o meglio, da dove viene? “Il titolo del libro ha una storia dietro. Io abitavo in un quartiere di Milano che si chiama Famagosta, e per andare a prendere la metropolitana passavo in un sottopassaggio che è da sempre arredato da dei murales. Tutte le mattine che passavo di lì per andare a cercare fortuna, rincorrere un sogno, sopravvivere, passavo davanti a questo murales che ritraeva una contadina che aveva un covone di grano e aveva una fronte bella alta, le spalle aperte e fiere e c’era questa scritta: contro il vento alta è la sua fronte. La vedevo tutti i giorni, e questa mi dava le motivazioni per tenere botta, andare avanti. Un giorno mi sono svegliato e mi sono detto che sarebbe stato il titolo del libro, che avevo sempre tenuto sotto il naso”.

Quali reazioni ti aspetti da questo libro? “Spero e mi aspetto che aiuti tutte le persone che hanno bisogno di tenere duro, che sia un compagno di viaggio. Le stesse cose che ho provato io quando l’ho scritto.”

Il soldato del libro, la prigione in cui è custodito, cosa rappresentano? “Il soldato sono io, ma chiunque ci si rivede. Parlo delle sfide giornaliere, è la necessità di guardarsi dentro con sincerità. Al giorno d’oggi c’è poca empatia tra le persone, pensiamo che il mondo giri sempre intorno a noi. Pensiamo che le nostre battaglie siano sempre le più importanti, mentre non ci rendiamo conto che là fuori se qualcuno ci strombazza al semaforo è perché ha un’urgenza più importante della nostra e noi siamo in mezzo alla sua via e non lui sulla nostra”.

Come stai vivendo questo passaggio da speaker a scrittore? “Ne sono contentissimo. È venuto fuori come volevo, è il libro che leggerei, sono molto orgoglioso. Arriva dalla necessità di smettere di lamentarsi ed agire. In giro c’è troppa gente che si lamenta che c’è troppa musica brutta e libri scritti male. Il punto è che se non ci provi sei parte del problema. Se non provi a dare l’esempio ne sei parte. Voglio essere onesto con me stesso per dirmi di averci provato sul serio.”

I tuoi progetti futuri? “Adesso andrò un po’ in giro con il mio libro. Poi dal 24 ottobre seguirò XFactor per RTL 102.5 e inizierò i corsi nell’accademia ZeroNove.”

Matteo Campese Instagram, le più belle foto dello speaker di RadioFreccia

Ecco alcuni scatti dal profilo instagram di Matteo Campese.

 

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È un giovane ammiratore del giornalismo in tutte le sue sfumature che prova a raccontare la verità delle cose nel migliore dei modi. Aspirante giornalista e scrittore di pensieri.

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