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Onu, il buco dell’ozono potrebbe chiudersi entro il 2040

L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite afferma come lo strato dell’ozono sembra essere destinato a richiudersi in meno di vent’anni da ora. Un beneficio non da poco per gli esseri viventi e per il pianeta

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Pianeta Terra e buco dell'ozono

Il buco dell’ozono chiuso entro il 2040? Questa la notizia diffusa in serata dall’Onu riguardo uno dei pericoli ambientali più temuti per il futuro dell’umanità. L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite afferma come lo strato dell’ozono sembra essere destinato a richiudersi in meno di vent’anni da ora. Ma vediamo insieme quali sono cause e conseguenze del fenomeno.

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Proviamo a dare una spiegazione semplice a ciò che è l’ozono, e a ciò che rappresenta per l’umanità il buco dell’ozono. Lo strato di ozono è una parte sottile dell’atmosfera terrestre che assorbe quasi tutta la dannosa luce ultravioletta del Sole. Una sorta di protezione per noi esseri umani dai raggi solari, dannosi per la nostra pelle e non solo. Come una spugna, lo strato di ozono assorbe frammenti di radiazioni, impedendo che raggiungano, appunto, le forme di vita viventi.

Il termine “buco dell’ozono” si riferisce all’esaurimento dello strato protettivo di ozono sopra le regioni polari della Terra. Le persone, le piante e gli animali che vivono sotto il buco dell’ozono sono danneggiati dalla radiazione solare. Non solo dal punto di vista dermatologico, ovviamente: le conseguenze potrebbero intaccare il patrimonio genetico degli esseri viventi.

Nel 1985 da un gruppo di scienziati che notarono una diminuzione del 40% dello strato di ozono in corrispondenza del Polo Sud. Ciò significa che anche i poli, nello specifico, sarebbero stati toccati da un enorme quantitativo di raggi solari, con conseguenze disastrose.

Cause dell’effetto serra, conseguenze di un buco dell’ozono chiuso entro il 2040

Le cause del buco dell’ozono sono da ricondurre all’azione umana: lo smog, i gas che produce l’essere umano, hanno ridotto sempre di più lo strato di ozono presente nell’atmosfera, creando dei grossi buchi in corrispondenza dei poli del pianeta. Più che buchi, delle macchie vere e proprie, che hanno creato non pochi grattacapi agli scienziati.

Con il buco dell’ozono chiuso entro il 2040, lo strato verrebbe correttamente ripristinato, permettendoci di evitare il rischio che i raggi ultravioletti entrino a contatto con la Terra.

Nato a Nocera Inferiore il 10 febbraio 1994, è fotoreporter e giornalista nel settore dell'informazione sportiva. Laureato con lode in Scienze della Comunicazione nel 2016 presso l'Università degli Studi di Salerno, e nel 2018 in Corporate Communication e Media nello stesso ateneo. Passionale, creativo, amante della comunicazione face-to-face, è da sempre patito di calcio, del quale è affascinato in ogni sua sfaccettatura. Ha praticato la pallacanestro a livello agonistico per diversi anni. Tra i suoi hobby non si possono tralasciare la musica, la fotografia e la cucina.

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