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Cronaca

Irpinia, vini falsificati: sequestrate diecimila bottiglie

Dopo un’intensa attività d’indagine, le forze dell’ordine hanno provveduto a mettere i sigilli su prodotti vitivinicoli che venivano spacciati come “Falaghina”, “Taurasi” e “Greco”, tutte qualità pregiate che caratterizzano i vigneti avellinesi

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Auto Carabinieri
Foto: Pixabay.com

Sequestrato un ingente quantitativo di bottiglie contenenti vini falsificati in varie località dell’Irpinia. Dopo un’intensa attività d’indagine, le forze dell’ordine hanno provveduto a mettere i sigilli su prodotti vitivinicoli che venivano spacciati come “Falaghina“, “Taurasi” e “Greco di Tufo“, tutte qualità pregiate che caratterizzano i vigneti avellinesi.

Irpinia, vini falsificati: sequestri in cantine a Montefalcione e Forino

I carabinieri Forestali dei comandi stazioni di Lacedonia e Volturara Irpina, coadiuvati dagli ispettori ministeriali dell’I.C.Q.R.F. – Ufficio per l’Italia Meridionale “hanno sequestrato circa diecimila le bottiglie di vino di svariate qualità di origine protetta, tra le quali Taurasi, Greco di Tufo, Falanghina, e migliaia di ettolitri di vino sfuso non ancora imbottigliato”.

Secondo gli investigatori, come riportato da IrpiniaNews.it, “il vino era presente nelle cantine di note aziende di Forino e Montefalcione, zone tipiche di produzione vitivinicola. Il sequestro è stato disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino su richiesta della Procura, a conclusione di mirate indagini che hanno portato ad acquisire gravi indizi dei reati di frode nell’esercizio del commercio e vendita di prodotti industriali con segni mendaci”.

Le investigazioni hanno fatto emergere “una condotta continuata di messa in commercio di vini imbottigliati ed etichettati come varietà protette dei vitigni della zona irpino-sannita, in difetto, tuttavia, della relativa certificazione rilasciata dall’Organismo ministeriale preposto, con apposti contrassegni certificativi non corrispondenti e in assenza del controllo del rispetto dei disciplinari di produzione”.

Contestati anche i reati di “bancarotta fraudolenta patrimoniale connessa alla sottrazione di più di mille ettolitri di vino da una precedente impresa dichiarata fallita e riconducibili ai medesimi soggetti, e di falsità ideologica del privato in atto pubblico per le successive movimentazioni del vino sottratto che venivano realizzate facendole apparire come provenienti dal curatore fallimentare”.

È un giovane ammiratore del giornalismo in tutte le sue sfumature che prova a raccontare la verità delle cose nel migliore dei modi. Giornalista praticante, attivista antimafia e ogni tanto scrittore di pensieri.

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