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Cinema

Verso gli Oscar 2018: ‘Call Me by Your Name’ di Luca Guadagnino

Il film racconta la relazione appassionata tra un diciassettenne e un giovane universitario. Il film ha ottenuto 4 candidature.

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Call Me foto
Fonte: pinterest.com

Continua la nostra rubrica con le analisi dei film candidati alla 90ª Cerimonia degli Oscar in programma il 4 marzo 2018.

Per la regia dell’italiano Luca Guadagnino, distribuito nell’autunno 2017, Call Me by Your Name è nella nostra lingua Chiamami col tuo nome. Un film dal raffinato romanticismo, drammatico ed erotico, una pellicola intima e sensibile che riecheggia il ricordo di un amore fugace.

Un po’ di nostro, un po’ del loro

La produzione di Call Me by Your Name è un interessante ibrido. Da un lato il regista, Luca Guadagnino, e le scenografie, quelle di Cremona, per l’Italia. Tratto dal libro col titolo omonimo scritto da Andrè Aciman, ridisegnato dalla sceneggiatura di James Ivory per l’America. Nel mezzo un cast plasmato con Armie Hammer, Michael Stuhlbarg e Amira Casar. Ma più di tutti il candidato agli Oscar come miglior attore protagonista il giovane Timothè Chamalet nei panni del personaggio di Elio.

Il film concorre per il Miglior Film targato USA e non nella categoria Miglior film straniero vista la sola presenza di Guadagnino nel cast, ma il suo tocco si rivela fondamentale per far spiccare quella malinconia necessaria in più per la pellicola. Un riflettore sulla sua regia va dunque acceso visto l’interesse per il nostrano, e Call Me by Your Name non delude le aspettative.

Call Me, foto

Foto: Pinterest

L’amore effimero, improvviso che va oltre le barriere

Il giovane Elio è un 17enne ebreo italoamericano. Nell’estate del 1981 fa la conoscenza del brillante Oliver, studente del padre in archeologia. Fin da subito l’introspezione di Elio e la sfrontatezza di Oliver fanno da contrasto in una pellicola fatta di attimi, musiche e silenzi.

Il tutto con le ambientazioni suggestive del nord Italia verso le quali Guadagnino riserva fondamentale importanza per la trama. I colori degli edifici, lo sventolare delle foglie e le luci spente delle dimore accompagnano gli stati d’animo dei personaggi ed il ritmo del film.

Nostalgico e drammatico, in un’estate fatta di passeggiate in bicicletta, partite a pallavolo e nuotate in riva al fiume. Guadagnino lascia ampi spazi alla bellezza dei luoghi e al tempo per viverli mentre i due personaggi iniziano a scambiarsi sguardi e gelosie.

La storia tra Elio e Oliver è quella di un’estate che brucia col sole all’improvviso dritto al cuore. Entrambi i personaggi vengono trascinati in un amore effimero e turbolento. Inizialmente taciturno ma che si scopre come i corpi durante le notti di passione.

Le scene passionali vengono sempre girate con grande delicatezza e intimità, questo grazie all’alchimia tra i due personaggi che non può non empatizzarsi con lo spettatore che si ritrova inesorabilmente coinvolto nei complessi dell’amore.

Il tutto senza mai sfociare nel volgare e nello squallore. Gli atti di amore tra Elio e Oliver sono vivi e reali, nelle fughe romantiche e nelle attese infinitamente lunghe. Merito a un regista che dimostra ispirazione e grandissimo tatto artistico. Oliver è un 24enne bello e affascinante, ma Elio è sensuale e mostra la bellezza della sua giovane intimità.

L’amore non ha forma, l’amore non ha regole

Call Me by Your Name abbatte le barriere dell’amore stereotipato. E’ un dramma d’amore più che mai fedele alla realtà. Riesce a trascinare nel limbo delle sue sofferenze anche lo spettatore non romantico. Una storia che, seppur lenta nella prima metà del film, proprio grazie al suo procedere a pedali riesce a intrappolare i sentimenti di qualsiasi spettatore, condividendo la bellezza effimera dell’amore ed il suo conseguente dolore.

Call Me, Italia

Foto: Pinterest

Elio e Oliver sono due uomini ma non ci dato sapere se siano omosessuali o bisessuali. La trama si regge pienamente autonomamente. Guadagnino riesce a mettere in atto il vero senso dell’amore. Che sia tra un uomo e una donna, tra una donna e una donna o tra un uomo e un uomo non importa. I personaggi si immergono e affogano nei loro sentimenti e persino lo spettatore avrà difficoltà di restare a galla.

Nell’oceano delle sfaccettature dell’amore naviga una qualità artistica indiscutibile per Call Me by Your Name.

E’ un film che vi metterà un difficoltà. Non importa se siate al momento innamorati o meno, se lo siete stati almeno una volta, questi 132′ riporteranno il fardello del vostro amore sul vostro cuore, schiacciandolo. Perché l’amore è sofferenza, perché il dolore per amore è un sentimento unico e inevitabile. Un dolore che nessuno vorrebbe mai provare, ma che in un modo o nell’altro chiunque insegue.

Tutti i ricordi torneranno a galla durante questo film mentre ammirerete la sensualità di Elio e il fascino di Oliver, che iniziano a chiamarsi col proprio nome, anche dopo tempo di distanza.

Possibilità e pronostici agli Oscar

Call Me by Your Name è candidato a 4 categorie.

Per il Miglior Film le chance non sono nè altissime nè bassissime. Resta il fatto che, nonostante l’apparenza, il film è godibile per qualsiasi genere di spettatore.

Timothèe Chamalet è candidato come Miglior Attore Protagonista. Nonostante una performance da standing ovation, la vittoria resta a favore per Gary Oldman nei panni di Winston Churchill in Darkest Hour.

Difficile la vittoria per la Miglior Sceneggiatura Originale dove Logan e Disaster Artist appaiono favoriti.

Mentre per la Miglior Canzone Originale, Mistery of Love se la giocherà fino alla fine con Coco e The Greatest Showman.

Nato a Belvedere Marittimo (CS) il 06/05/1994. Da sempre appassionato di scrittura e giornalismo. Scrive su quelle che sono le sue più grandi passioni: sport, media, Tv e soprattutto cinema. Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno e attualmente studente della laurea specialistica Corporate Communication & Media.

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