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Cinema

Verso gli Oscar 2018: ‘The Disaster Artist’ di James Franco

Uno dei più bei film di sempre che narra come sia stato prodotto uno dei film più brutti di sempre. Un dualismo assurdo come Tommy Wiseau, interpreato da uno straordinario quanto discusso James Franco.

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Fratelli Franco
Fonte: pinterest

The Disaster Artist non è candidato alla categoria Miglior Film per la 90° cerimonia degli Oscar. Nonostante la candidatura per la stessa categoria ai Golden Globe, per la celebre occasione lo troveremo solo tra i papabili per la miglior sceneggiatura non originale.

Ma tra i film sfrornati nell’ultimo anno, The Disaster Artist è tra le pellicole più consigliate. Probabilmente stiamo parlando del film dell’anno.

Metacinema e metacritica

“Per certi versi la professione del critico è ben più facile di quella dell’artista”.

Così ci diceva un dolcissimo epilogo di Ratatouille. Giudicare, recensire, criticare un’opera che sia un dipinto, il testo di una canzone o un film è alla mercè di tutti, professionisti e non, nell’era moderna del digitale.

Dietro una tastiera è facile essere leoni e decretare la buona riuscita ineggiando al capolavoro, così come è facile evidenziare pecche e lacune stroncando l’opinione pubblica che si crea attorno ai prodotti per la massa.

E molto spesso ciò che è sbagliato fa più notizia di ciò che è fatto bene. Probabilmente perché lo scandalo e l’assurdo attirano più views. E quello che è un film sconsigliato al pubblico diventa, quasi per magia di questo web 4.0, diventa un cult.

E’ il caso del film The Room (2003) diretto da Tommy Wiseau, considerato uno dei film più brutti della storia del cinema, tanto da avvalersi della definizione di “..il Quarto Potere dei film brutti”.

Ma grazie al libro di Greg Sestero (che recitò come co-protagonista in quel film) intitolato The Disaster Artist: My Life Inside The Room, the Greatest Bad Movie Ever Made nel 2013, e al film The Disaster Artist diretto da James Franco nel 2017, quella pellicola tanto disprezzata oggi è divenuta più famosa di quanto non lo sarebbe mai potuta diventare.

The Disaster Artist è uno sconvolgente film di metacinema nei cui riguardi è possibile effettuare solo una metacritica visto l’effetto domino scatenato dal disprezzo cinematografico per quel The Room che nonostante i suoi difetti è diventato più virale di film molto più belli.

James Franco è Tommy Wiseau: regista, attore e pazzoide

The Disaster Artist racconta della conoscenza divenuta poi amiciza tra Tommy Wiseau e Greg Sestero che, condividendo la passione per la recitazione, decisero di produrre un loro film.

Greg è un giovane insicuro di sè e ignaro della curva esponenziale del proprio talento, ma per realizzare i suoi sogni di gloria e successo si sottoporrà al duro lavoro. Tutto sommato non ci vuole molto per capire ch’egli null’altro rappresenti se non la normalità.

Franco set

Foto: Mymovies

Tommy Wiseau è invece la nemesi della normalità. Età sconosciuta, provenienza solo ipotizzata, modus operandi tra l’assurdo e la follia. Un personaggio tanto enigmatico quanto divertente, allo stesso tempo disturbante e melanconico.

I due, spinti dalle loro promesse di fratellanza, realizzeranno The Room. Wiseau ne sarà sceneggiatore, attore protagonista, regista e produttore indipendente.

The Disaster Artist si maschera da backstage di The Room quasi come fosse stato estrapolato dai contenuti speciali del DVD.

Regala allo spettatore le dinamiche del metacinema sbattendogli in faccia le difficoltà di produzione e lavorazione di un film, il tutto accentuato dalle pazzie del personaggio di Wiseau, riprodotto magnificamente nei suoi traumi da James Franco.

The Room si trasforma in un comic movie contrapponendo le volontà artistiche di Wiseau. Da rivoluzionario del cinema ad acclamato passivo del pubblico. Un pubblico a cui suscita spontaneamente la risata anche quando non dovrebbe per un film che sballa completamente quello che era il proprio obiettivo narrativo originale.

“Bene o male, purché se ne parli”

Ma The Disaster Artist non condanna nè The Room nè Wiseau. Anzi, nonostante tutti i difetti, ci descrive quel film e quell’uomo come qualcosa da inseguire fino alla fine.

Come fa Greg, irrefrenabile amico che rinuncia a ruoli decisamente più produttivi pur di mantenere la promessa fatta al suo amico Tommy. Interpretato dal fratello di James, Dave Franco, in una discreta performance.

Tommy Wiseau

Foto Mymovies

Ma l’importante è provarci. L’importante è inseguire il proprio sogno e realizzarlo a discapito degli altri. Soprattutto a discapito dei critici, a discapito dei numeri di like o dislike, a discapito di come le cose andrebbero fatte c’è il modo in cui le cose alla fine vengono realmente fatte.

In un’era colorata di solo grigio viste le incertezze e le mezze misure, The Disaster Artist rappresenta come non mai l’attualità. Siamo in un’era in cui è impossibile decretare il nero e il bianco. La libertà di espressione si è talmente espansa che mettere d’accordo 8 miliardi di teste risulta pressoché impossibile.

Nell’era della condivisione, nulla è condiviso realmente da tutti.

The Disaster Artist ci dimostra come, nonostante gli errori e gli orrori di un realizzato, l’intento a volte sia più nobile di un critico che si diverte a notarne le imperfezioni.

La vittoria al GG, gli Oscar e lo scandalo di Franco

The Disaster Artist ha fatto parlare di sè anche al di fuori del contesto cinematografico. In primis lo scandalo che ha toccato James Franco, accusato di molestie sessuali a minorenni in più di un’occasione. Uno scandalo che lo ha escluso dal competere nella categoria Miglior Attore Protagonista.

Limitandoci a giudicare le pellicole, che è ciò che ci interessa maggiormente, la candidatura era più che giusta, ma la performance di Gary Oldman per il Winston Churchill di Darkest Hour resta ancora insormontabile.

James Franco è stato anche criticato per la sua improvvisata regia. Probabilmente un campo dove lo statunitense si diverte a sperimentare ma che in diversi frangenti della pellicola evidenzia pecche di inesperienza.

Da apprezzare, però, le numerosissime Easter Egg tra passato e presente. Bryan Cranston ad esempio interpreta se stesso ai tempi della produzione di Malcolm, dunque prima del successo di Breaking Bad.

Appaiono brevemente anche star come Sharon Stone, Zac Efron e J.J. Abrams, inoltre ne vengono nominati molti altri come Johnny Deep dal personaggio di Wiseau.

Alla cerimonia dei Golden Globe è arrivata la statuetta per James Franco come miglior attore. Mentre per gli Accademy l’unica sola candidatura è per la categoria Miglior Sceneggiatura non originale. Vittoria per cui noi di Zeta News facciamo il tifo.

Ciliegina sulla torta i titoli di coda. Non abbandonate la visione in anticipo, il finale vi regalerà un parallelismo che vi farà ancor di più apprezzare la qualità certosina di The Disaster Artist.

Film manifesto del tentativo e dei sogni, a prescindere da come vada a finire. Perché non si è mai del tutto sconfitti nè per sempre vincitori. Come una stanza con due porte, dove l’una si chiude con così tanta forza da far aprire l’altra.

Nato a Belvedere Marittimo (CS) il 06/05/1994. Da sempre appassionato di scrittura e giornalismo. Scrive su quelle che sono le sue più grandi passioni: sport, media, Tv e soprattutto cinema. Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno e attualmente studente della laurea specialistica Corporate Communication & Media.

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