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Chieti e la sua grande università “G. D’Annunzio”: la storia dell’ateneo

Nonostante una storia che dura da meno anni rispetto a quella di altri atenei in Italia, sono diversi e numerosi i momenti importanti del suo percorso

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Università di Chieti

Chieti è una delle città più belle dell’Abruzzo. Quando la si chiama in causa e si elencano i suoi luoghi simbolo, non si può non parlare dell’Università G. D’Annunzio. Se vuoi sapere qualcosa di più in merito alla storia di questo ateneo – dove insegna anche il grande professore storico Vittorio Casale – non ti resta che proseguire con la lettura dell’articolo, dove parleremo anche del rapporto, spesso all’insegna delle complessità e delle contestazioni, tra l’istituzione accademica e il tessuto cittadino.

Quando è nata l’Università di Chieti

Il percorso dell’Università di Chieti ha avuto inizio in un periodo unico della storia d’Italia. Parliamo del 1955, pieno boom economico, anni in cui il nostro Paese era in grande fermento in tutti gli ambiti. Nell’annata sopra ricordata, dalle amministrazioni comunali e dalle Camere di Commercio di due città dell’Abruzzo, ossia Chieti e Pescara, hanno presentato formale richiesta per l’apertura, nel primo cento urbano, di un’università.

Il secondo step si è concretizzato nel 1960, quando, da parte del Prefetto di Chieti, è arrivata l’autorizzazione per l’istituzione del Consorzio Universitario Abruzzese. A quest’ultimo hanno aderito fin da subito 60 Comuni.

Con il 1961, è arrivata la vera svolta, ossia l’inaugurazione dei corsi di libera università. Gli anni successivi non sono stati privi di momenti importanti per la storia dell’ateneo. Tra le tappe in questione è possibile chiamare in causa la data del 28 gennaio 1963, giorno in cui è stata avanzata, da parte del comitato promotore, la richiesta per l’istituzione della Libera Università degli Abruzzi (a riceverla ovviamente è stato il Ministero della Pubblica Istruzione).

Il risultato è stato raggiunto nel 1965, quando, da parte del Ministero della Pubblica Istruzione Luigi Gui, è arrivata la firma del documento ufficiale di riconoscimento dell’esistenza della Libera Università Abruzzese Gabriele d’Annunzio.

Il primo anno accademico di questa nuova fase, quella definitiva, dell’istituzione a cui stiamo dedicando queste righe, è stato il 1965/66. La cerimonia di inaugurazione ha avuto luogo a Pescara, sempre alla presenza di Luigi Gui, ai tempi esponente della Democrazia Cristiana nonché ex partigiano.

Le altre tappe

Nonostante l’Università di Chieti abbia una storia che dura da meno anni rispetto a quella di altri atenei in Italia, sono diversi e numerosi i momenti importanti del suo percorso.

Tra i tanti degni di nota rientra l’istituzione, all’inizio degli anni ‘90, del corso di laurea in Scienze Geologiche. L’anno successivo è arrivata un’altra svolta importante per la storia dell’ateneo, ossia la separazione, delle facoltà aventi sede a Teramo, dal resto del nucleo dell’ateneo.

Il rapporto con la città

Quando si racconta la storia di un’università, è fondamentale chiamare in causa il suo rapporto con la città in cui l’ateneo sorge. Raccontare la sinergia tra Chieti e l’Università Gabriele d’Annunzio significa, per forza di cose, chiamare in causa anche momenti controversi, come per esempio la decisione di spostare la sede delle facoltà umanistiche nella zona di Chieti Scalo.

Questa decisione, come già detto, è stata accompagnata da non poche contestazioni in quanto la zona dove si trovavano le facoltà, a detta di tantissimi esponenti della cultura cittadina, è rimasta priva di quel fermento intellettuale e legato in generale alla movida che caratterizza i quartieri universitari.

Nel corso degli anni, si sono affacciate sulla scena del dibattito pubblico cittadino diverse idee per riportare fervore culturale a Chieti alta. Tra le proposte in questione, è possibile chiamare in causa l’idea di trasformare in una casa dello studente il nucleo della ex caserma Pierantoni di Santa Maria.

Lo sguardo al futuro

Nata in uno dei periodo più felici della storia del nostro Paese, l’Università di Chieti, dedicata a uno dei letterati e intellettuali che hanno cambiato la storia d’Italia, guarda al futuro e lo fa riqualificando diversi spazi della città.

A tal proposito è possibile citare l’ufficializzazione dell’impegno dell’ateneo in merito al recupero dell’edificio Stella Maris della sede di Montesilvano, uno dei nuclei storici dell’università. L’obiettivo è quello di trasformare i suoi spazi in un nucleo di ricerca e di elaborazione di servizi dedicati alle imprese e alle start up.

Sul futuro dell’edificio di Montesilvano si sono espresse ufficialmente anche le istituzioni cittadine: il sindaco, nell’estate 2021, ha infatti sottolineato l’intenzione di dare una svolta alla struttura sopra ricordata, utilizzandola come punto di partenza per il rilancio dell’economia del territorio, aspetto fondamentale in un periodo che, come tutti sappiamo, continua a essere molto difficile per le imprese.

I rettori

Concludiamo ricordando i nomi dei rettori che, dal 1965 ad oggi, si sono avvicendati alla guida dell’Università di Chieti. Si tratta di Renato Balzantini, Bruno Cavallo, Aldo Bernardini, Uberto Crescenti, Franco Cuccurullo, Carmine Ilio. Dal 2017, la carica di rettore dell’università che porta il nome di uno degli scrittori italiani più famosi è ricoperta da Sergio Caputi.

Laureato in Medicina e Chirurgia con lode a pieni voti nel 1982, è specializzato in Odontostomatologia. La sua carriera accademica è iniziata nel 1990, a seguito della vittoria di un concorso per ricercatori universitari. Sei anni dopo, ossia nel 1996, ha presentato la domanda per il concorso come professore universitario di seconda fascia.

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