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Adeguamento antisismico degli edifici: tutto quello che c’è da sapere

Di seguito si presentano le norme attualmente in vigore in Italia, offrendo anche alcuni chiarimenti su come procedere qualora si desiderasse installare in casa alcune particolari strutture accessorie come le piscine

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Palazzo Fruscione Salerno
Foto di repertorio

Con l’espressione “adeguamento antisismico” si fa riferimento alla serie di interventi che si svolgono sugli edifici per migliorarne la resistenza all’azione sismica. I terremoti che hanno colpito il nostro paese negli ultimi anni hanno mostrato una situazione tutt’altro che rosea del patrimonio edilizio italiano, caratterizzato dalla presenza di moltissimi edifici incapaci di rispondere alle sollecitazioni provocate dagli eventi sismici. Di seguito si presentano le norme attualmente in vigore in Italia, offrendo anche alcuni chiarimenti su come procedere qualora si desiderasse installare in casa alcune particolari strutture accessorie come le piscine.

La normativa antisismica

Le Norme tecniche per le costruzioni (NTC) disciplinano la normativa antisismica, sia per quanto riguarda la progettazione dei nuovi edifici che le modifiche di quelli esistenti.

Edifici esistenti

I tre diversi tipi di intervento previsti nel caso di edifici esistenti sono:

  • adeguamento antisismico, per raggiungere i livelli di sicurezza sanciti dalle NTC;
  • miglioramento antisismico, per aumentare la sicurezza delle attuali condizioni strutturali senza necessariamente aspirare ai limiti delle NTC;
  • riparazioni o interventi locali per migliorare le condizioni di sicurezza.

Adeguamento e miglioramento sismico, sebbene vengano spesso usati come sinonimi, sono dunque due tipi di interventi diversi: in un caso si modifica un edificio per ottenere le medesime condizioni di sicurezza di un nuovo edificio in costruzione, nell’altro si punta semplicemente a un miglioramento delle condizioni di sicurezza.

Inoltre, la legge prescrive l’obbligo di valutazione sismica dell’edificio esistente nei casi di:

  • ampliamento o sopraelevazione;
  • variazione di classe e/o destinazione d’uso dei locali con incremento dei carichi globali in fondazione di oltre il 10%;
  • interventi strutturali che conducono alla trasformazione dell’edificio in una struttura diversa dalla precedente.

Alcune accortezze maggiori riguardano gli edifici strategici come ad esempio le scuole, i quali hanno l’obbligo di provvedere alla valutazione sismica, per gli altri edifici non è obbligatorio a meno che non si sia in presenza di uno dei casi sopracitati.

Nuovi edifici

Le nuove leggi hanno ridefinito il territorio nazionale individuando diverse aree di pericolosità in base alle caratteristiche geologiche del sottosuolo, al di là dei confini amministrativi. Le NTC stabiliscono le proprietà che le nuove costruzioni devono avere per rispondere in maniera ottimale in caso di evento sismico:

  • struttura iperstatica regolare in pianta e in altezza, tutti i resistenti verticali (ad esempio le pareti) devono estendersi in maniera compatta per tutta l’altezza della costruzione;
  • distanza tra costruzioni contigue tale da scongiurare fenomeni di martellamento;
  • altezza massima degli edifici limitata secondo i parametri di classificazione sismica del territorio interessato;
  • adozione di un’unica tipologia di fondazione, tranne nel caso in cui la struttura in elevazione non si componga di unità indipendenti.

Gli interventi principali

I principali interventi di adeguamento sismico sono:

  • consolidamento delle murature. Con il passare le tempo i blocchi che formano la muratura possono danneggiarsi per l’azione delle intemperie e necessitano di essere consolidati attraverso varie tecniche: iniezione di malte o resine epossidiche, risarcitura di crepe, fasciatura della cortina muraria per prevenire il collasso di parte della muratura, rinforzo strutturale delle pareti con lamelle di acciaio ecc.;
  • rinforzo strutturale tramite aumento di carichi con fibre di carbonio;
  • rinforzo delle strutture in cemento armato;
  • rinforzo delle strutture lignee.

Costruzione di strutture accessorie

Se la questione dell’adeguamento o miglioramento antisismico non prevede l’intervento diretto del proprietario di un’abitazione situata in un edificio a rischio, il discorso è diverso nel momento in cui si sceglie di intervenire per arricchire la casa di alcune strutture accessorie, come ad esempio una piscina da costruire in punti interessati da oscillazioni naturali, come un terrazzo.

Tra i vari permessi necessari per installare una piscina (DIA, SCIA, permesso di costruire ecc.) c’è anche la certificazione antisismica richiesta ormai da molte città e comuni, che spesso autorizzano la costruzione della piscina solo se il progetto è rispondente alla NTC, le norme tecniche di riferimento. Queste, la cui ultima versione è stata aggiornata nel 2018, si applicano alla progettazione di tutti gli edifici e a strutture di qualsiasi natura. Rispetto alla precedente versione, sono state introdotte novità importanti che interessano anche la costruzione di piscine:

  • sono cancellate le tensioni ammissibili, metodo ormai considerato inidoneo a descrivere le prestazioni di un’opera. Sono invece previsti gli stati limite per garantire la salvaguardia della sicurezza della struttura e l’impiego efficiente dell’opera.
  • si richiede un maggiore approfondimento della caratterizzazione geologica del terreno interessato, ad esempio tramite una relazione geologica;
  • si impone l’obbligo di svolgere verifiche sismiche ovunque vi siano escursioni di acqua libera contro la parete esterna dell’opera. Non si può più prescindere, dunque, dallo svolgimento della verifica sismica anche nel caso di pareti e fondazioni di piscine.
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