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Serie A, ridotta la capienza degli stadi: 5mila tifosi per due giornate

L’Assemblea di Lega ha deciso di limitare il numero di spettatori sugli spalti per la terza e la quarta giornata di ritorno

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Stadio San Paolo Napoli nuovo
Foto: Zetanews.it

La Serie A è sempre più in difficolta per l’emergenza Covid-19. Dopo i rinvii di alcune partite e le polemiche sulla gestione del protocollo, arriva la decisione di ridurre la capienza negli stadi: nelle prossime due giornate di campionato (16 e 23 gennaio) sugli spalti potranno assistere alle gare di Serie A un massimo di 5000 persone.

La decisione è arrivata dopo l’Assemblea di Lega che si è riunita d’urgenza dopo la richiesta di ieri del Presidente del Consiglio Mario Draghi di valutare l’ipotesi di giocare le gare a porte chiuse. Alla fine è stato deciso di ridurre la capienza degli stadi a 5.000 spettatori fino alla sosta per le nazionali di fine gennaio. In queste due giornate saranno chiusi i settori ospiti, quindi non sarà possibile per i tifosi seguire la propria squadra in trasferta. Per il turno di campionato del 9 gennaio, così come per la Supercoppa italiana tra Inter e Juventus la capienza degli stadi sarà invece ancora ridotta al 50%.

Una decisione dolorosa ma necessaria per scongiurare l’ipotesi di uno stop al campionato. Dal 6 febbraio, quando il campionato riprenderà, si valuterà in base all’andamento della curva.

Calcagno (Aic): “Calendari ingolfati, stop sarebbe preoccupante”

Scongiurato per il momento uno stop al campionato che deve fare già i conti con le partite da recuperare e un calendario ingolfato.

In Serie A continuiamo a patire l’ingolfamento strutturale dei calendari, quindi una eventuale sospensione temiamo possa incidere sul format e quindi sull’equilibrio economico di tutto il sistema. Sarebbe chiaramente un aspetto preoccupante. Il nostro mondo ha mostrato grande responsabilità: in queste settimane la serie B, la serie C e le categorie apicali del mondo dilettantistico si sono fermate, assieme allo sport di base, per cercare di capire quali siano le modalità migliori per andare avanti. La Serie A ha un problema che non può essere sottovalutato, è il motore dell’intero sistema e un indotto molto importante che non riguarda soltanto i calciatori o gli addetti ai lavori”. Così il presidente dell’Assocalciatori (Aic) Umberto Calcagno in una nota.

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