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Cronaca

Savona e l’Europa: il piano per un’uscita segreta ed improvvisa

Il nome più discusso di questi giorni è senz’altro quello di Paolo Savona. Ma vediamo cosa prevedeva il suo “Piano B” per l’uscita dall’Europa

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Savona
Foto: ilPost.it

L’argomento principale non può essere che uno solo: la formazione del nuovo governo. Quest’ultimo è stato solo sfiorato negli ultimi giorni, con un nome che ha fatto saltare il banco, quello di Paolo Savona come ministro all’economia. Il Presidente della Repubblica non ha gradito la proposta di Salvini e Di Maio, ed ha deciso di respingere il tutto. Adesso è tutto da rifare, con il ritorno al voto che si fa sempre più concreto. Ma perché il nome dell’economista ha spinto Sergio Mattarella a smantellare tutto? Una semplice scelta politica? Non proprio…

Savona e l’Europa: ecco il piano che prevedeva un’uscita segreta ed improvvisa

Come è stato ampiamente scritto e trattato subito dopo il caos governo, quello che che ha impedito a Paolo Savona di diventare il ministro dell’economia è stata la sua visione anti-europea e il desiderio di un’uscita da essa.

La sua non era una semplice idea astratta, ma un vero e proprio “piano di fuga”. Come si può tranquillamente leggere su “Scenarieconomici“, l’ottantunenne cagliaritano aveva già stilato delle procedure per un’Italia economicamente indipendente.

Nel dettaglio, il piano prevedeva un “ritorno ordinato alla sovranità monetaria”, tutto spiegato da una serie di slide dal nome:”il Piano B per l’Italia nella sua interezza!“. In particolare nella numero 25 intitolata “Segretezza o divulgazione?” si può leggere che “il grado di riuscita del Piano B è in funzione del livello di segretezza e riservatezza che si riesce a mantenere in quanto la divulgazione anche parziale potrebbe pregiudicare l’efficacia operativa in caso di improvvisa adozione”.

Quindi per garantirne la riuscita nella totale segretezza, sarebbe stato istituito un Comitato ad hoc, a cui avrebbero partecipato: membri designati della Banca d’Italia, il ministero dell’economia, il ministero dell’Industria (oggi sviluppo economico), quello del Lavoro e quello degli Esteri, insieme alla Consob, al Nel e al Copasir.

È bene precisare che Savona non è l’autore diretto di tale piano, ma come da lui affermato in passato, una tale procedura era stata già pensata dall’allora ministro dell’economia Giulio Tremonti e dalla Banca d’Italia. Ma il mancato ministro ha partecipato a molte conferenze nelle quali spiegava la possibili attuazione di tale piano e le procedure da seguire.

Infine si legge che ci sarebbe stata una rottura dei trattati europei, per poter fa diventare da subito operativa questa operazione top secret. Insomma, dietro il rifiuto del Presidente Mattarella c’era ben altro che una semplice visione politica differente dall’economista.

Di una cosa siamo certi, che l’argomento principale della prossima campagna elettorale sarà proprio l’uscita dall’Europa.

È un giovane ammiratore del giornalismo in tutte le sue sfumature. Appassionato dell'arte della musica, amante dello sport ed in particolar modo del calcio.

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