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Cinema

Oscar 2019: Roma, il film di Alfonso Cuaròn: recensione, trama e trailer

Il regista messicano da Netflix a Miglior Film e 10 candidature, passando dal grande schermo. Immagine riassuntiva del cinema attuale tra fruizione e arte

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Roma
fonte: repubblica.it

Il film con più candidature agli Oscar (insieme a “La Favorita”), ben 10. Cuaròn realizza la sua opera più intima e ottiene 10 candidature.

In Città del Messico, agli inizi dello scorso secolo, ebbe origine un quartiere residenziale col nome di Colonia Roma. Più comunemente noto solo come Roma. Nome omonimo della capitale italiana.

Italia che con fierezza ha consegnato il Leone d’Oro alla 75° Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia al film Roma di Alfonso Cuaròn. Il film è stato distribuito sia sulla piattaforma Netflix che su grande schermo.

Questa pellicola rappresenta in sé una grande innovazione per l’industria cinematografica.

Roma di Alfonso Cuaròn, il film tra contrasti e conflitti

Per prima cosa, stiamo parlando di una grande opera d’autore. Roma non ha una vera e propria trama, succedono eventi, ma l’attenzione del regista si focalizza principalmente sullo status del luogo che vuole rappresentare.

Un contrasto innanzitutto produttivo e di scelta, quello tra il bianco e il nero che ci riporta inevitabilmente al cinema classico, seppur meravigliando la visione dello spettatore grazie a una fotografia spettacolare, nonostante il gioco si basi sulla scala del colore grigio.

Dopodiché il conflitto che al tempo stesso è condivisione tra il ricco e il povero, la famiglia presso cui lavora la protagonista Cleo (Yalitza Aparicio) rappresenta un ceto piuttosto alto, come lo è quello del quartiere Roma attuale, che vive ed emerge all’interno di una città segnata dalla povertà, rivoluzioni e crisi politiche.

Spicca subito all’attenzione il ruolo della figura femminile che grazie a Cuaròn viene sviscerato con delicatezza per gran parte della pellicola, senza privarsi di picchi di drammaticità dal forte impatto visivo ed emotivo.

La storia prosegue con enorme lentezza con una cornice di sofisticate immagini che rappresentano la realtà del Messico, della donna che diventa “uomo di famiglia”, dell’innocente infantilità tra desideri e ribellioni.

Roma, da Netflix a miglior film: è possibile?

Nonostante l’uscita in contemporanea sulla piattaforma On-Demand Netflix e il grande schermo, Roma ha riscosso un notevole successo al botteghino. Chiara dimostrazione che il cinema, quello vero, quello d’autore, anziché morire trova nuove forme e dimensioni in un mercato sempre più evoluto e dinamico. La candidatura di Roma stoppa qualsiasi polemica contro Netflix, accusato recentemente per essersi posizionato come non valida alternativa all’esperienza cinematografica in sala.

La realtà è che, quella cara serata che dedichiamo ai nostri amici o familiari con cui ci rechiamo al cinema, è un’abitudine che può cambiare, ma non necessariamente cessare. Godersi una buona pellicola anche in altri posti, come nella propria camera da letto, all’orario e ai modi che lo spettatore preferisce, non rappresenta un’uccisione del cinema, bensì una diversa fruizione che siamo certi di credere non farà morire la passione né la qualità dei registi.

Roma è l’esempio lampante di tutto questo. Lo è grazie al suo regista che mai come in questo film riesce a essere quanto più autore possibile. Non lo si vedeva dai tempi di Gravity stupire il grande pubblico, in quel caso il colossal con George Clooney vinse 7 Premi Oscar su 10 candidature. Anche Roma arriva alla notte del 25 febbraio con 10 candidature, tra cui quella come Miglior Film e Miglior Film Straniero.

Roma e La Favorita, i più candidati con 10 statuette

Sembrano già scontate ben 3 statuette per questo film: Miglior Film Straniero, Miglior Regia e Miglior Fotografia. Se la giocherà nell’ambito premio del Miglior Film e nella Miglior Scenografia. Entrambe le figure femminile sono candidate, Yalitza Aparicio come Migliore Attrice Protagonista mentre Marina de Tavira come Miglior Attrice non Protagonista. Meno auspicabili le vittorie nelle categorie Miglior Montaggio Sonoro e Miglior Sonoro.

Roma potrebbe essere il film che uscirà dalla 91° Cerimonia degli Accademy Award con più statuette. Perché è un film d’autore, perché è un film che in sé racchiude il cinema classico ma anche il consenso moderno tra chi preferisce Netflix al cinema. È un altro film candidato alla miglior categoria da parte di uno dei Tre Amigos. Dopo Innaritu con Revenant e Del Toro con The Shape of Water, quest’anno Cuaròn potrebbe bissare la statuetta come Miglior Regia, e per la prima volta portare una sua pellicola al premio di Miglior Film.

Nato a Belvedere Marittimo (CS) il 06/05/1994. Da sempre appassionato di scrittura e giornalismo. Scrive su quelle che sono le sue più grandi passioni: sport, media, Tv e soprattutto cinema. Laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Salerno e attualmente studente della laurea specialistica Corporate Communication & Media.

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