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Italvolley: dentro DHL, fuori Kinder. È ora di mettersi a dieta

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Tra Coppa Italia e Regular Season, ultimamente la pallavolo italiana sembra non fermarsi mai. In tutto questo tran tran, pero’, ha fatto irruzione la nuova divisa della Nazionale Italiana di Pallavolo e sento che dobbiamo prenderci cinque minuti per parlarne.

Il confortante logo Kinder fa le valigie dopo anni di onorate illusioni, per lasciare spazio alla compagnia di trasporti DHL, addio a scuse del tipo “mangio un altro Kinder Bueno, tanto se è lo sponsor della pallavolo non può farmi male“; fate largo a “Beh, se spediscono con la stessa velocità al servizio di Zaytsev spero che Aliexpress d’ora in poi li usi invece della posta ordinaria“.

Così, in un pomeriggio invernale, mentre prendevo una pausa dal campo elettromagnetico e dalla fisica in ogni sua manifestazione, scorrendo i social, un po’ per inerzia un po’ per desiderio, m’imbatto nel video di presentazione della nuova divisa, con la DHL come nuovo sponsor.

In questo video il cast è di qualità, irrompe uno splendido Pippo Lanza e una radiosa Cristina Chirichella, entrambi si preparano per una serata elegante. Se finora tutto sembrava semplice e scontato, come la trama di un qualsiasi episodio di Beautiful, ecco che un improvviso plot twist sconvolge i programmi dei due baldi giovani: suona il campanello.

Chi sarà mai? Quelli che vogliono Gigi e la cremeria? Ascanio che doveva passare l’8 di gennaio?

No, i nostri baldi sportivi si recano alla porta, non trovano qualcuno, ma trovano un pacco proprio della DHL abbandonato a sé stesso (quando mai?), che a quanto pare manco si aspettavano.

A questo punto penso di essere confusa.

Cosa poteva mai esserci dentro questo pacco così inaspettato se non la divisa della Nazionale? La prima (ed unica) cosa che si nota è una fascia gialla, trionfante, regnare in pieno petto, il che mi ha ricordato subito uno dei miei reggiseni a fascia. La pennellata di giallo spicca spicca sullo sfondo azzurro (scuro? Turchese? La cosa mi confonde ancora di più) tipico colore della nazionale italiana nello sport.

Il plot twist però mica finisce qui, dopo questa bellissima sorpresa, i due, decidono di cambiare l’outfit all’ultimo minuto (e lasciatemi dire che queste cose non si fanno). Entrambi indossano la maglia da gioco e una giacca nera.
Escono da una porta e si ritrovano a sfilare. 

Ammetto che a questo punto sono sicuramente confusa.

A parte i dettagli a livello di trama, sappiamo che la Nazionale di Pallavolo non può reggersi sulla sola gloria, ha quindi bisogno di introiti, che vengono dai coraggiosi che decidono di investire in uno sport come la pallavolo. Ma stravolgere l’armonia cromatica della vecchia divisa era davvero necessario? Oltre ad un naturale dispiacere nel perdere Kinder come sponsor, è non solo quello strano ghigno del “ci stava meglio”. Si accompagna anche quella tristezza per cui ogni volta che guarderò una partita della Nazionale non penserò più a trangugiare Kinder Pinguì e Kinder Delice, ma penserò a quel pacco spedito da Amazon che non è ancora arrivato.

Quello che voglio dire è che la collaborazione Nazionale – Sponsor poteva essere anche con la pizzeria Pizzo Calabro di via Washington (ringraziamo Aldo, Giovanni e Giacomo), insomma, non è importante chi sponsorizza, ma la prossima volta sarebbe da ragionarci, perché è difficile uscire dalla comfort zone.

È solo questione di abitudine o davvero quella pennellata gialla è stonata come sembra? 

Volente o nolente dobbiamo abituarci, soprattutto perché questa partnership durerà per i prossimi tre anni.

Lungi da me esprimere ulteriori opinioni, puramente estetiche e superficiali, c’è da ricordare che la DHL si fa promotrice del Made in Italy, anche all’estero, ed è presente nello sport (dal rugby alla Moto GP) da diversi anni e con grandi obiettivi: “La sfida che ci attende insieme alla Federazione è alzare l’asticella dell’eccellenza dei risultati conquistati fino ad oggi e allo stesso tempo divulgare e promuovere quei valori che Dhl, come la Fipav, fanno propri ogni giorno: rispetto, spirito di squadra, trasparenza, connessione.

Lo sport connette il mondo: ci sono tutte le premesse perché il nostro gioco di squadra ci porti lontano” dice l’amministratore delegato DHL Express Italy Alberto Nobis, dimostrando di sostenere i nostri atleti per un futuro che, si spera, ci sorriderà.

Da ventidue anni in balia degli sbalzi d'umore, appassionata di battute dementi e incapace di prendersi sul serio. Insomma, un bel casino. Dimenticavo: sono particolarmente maldestra, soprattutto quando faccio cose.

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